Cara è la fine...ci annusano ormai,sentono il lezzo del panico che spruzza in freddi sudori il terrore che c'è.Non glieli daremo per ungersi dei nostri mali stillanti le mani avide:che ci tocchino morti, secchi e gelidi.Oh, non piangere,urla piuttosto e lasciamo di noi un ricordo toccante.Stringiti a me,ringhiagli addosso e poi sparami mentre io sparo a te.Dieci pistole spianate e dieci sguardi ruvidi e tesi che puntano qui dentro l'auto, e la corsa finisce così. Cara è la fine...perdonami.Oh, non piangere,urla piuttosto e lasciamo di noi un ricordo toccante. Stringiti a me,ringhiagli addosso e poi sparami mentre io sparo a te. Ci vogliono vivi e colpevoli...ma che vita è una cella? Avremo di più:quella stella che un giorno mi donasti, lassù.Oh, non piangere...
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venerdì 2 settembre 2011

Sgagnega 'l Co - Fosse vero...


Non rimandare a domani...
La credibilità prima di tutto

di Molly Banane

"Poera Italia" sospirava spesso il nonno dello scrivente, ex maresciallo dei CC, classe 1921 (scomparso nel 2006). Soprattutto negli ultimi anni di vita, costretto dagli acciacchi del tempo a starsene seduto in casa a leggere giornali e a sorbirsi l'arroganza del berlusconismo in Tv, manifestava con tremebonde (quanto improvvise) invettive il proprio  disgusto nei confronti dallo stato di degrado morale e civile raggiunto - al tempo - da questo Paese a forma di scarpa puzzolente. Fosse vivo oggi, chissà che cincello tirerebbe in piedi. Sembravava quasi di stare bene, allora. La Crisi economica, politica, morale, intellettuale sembrava lontana. Ci si illudeva ancora d'essere "qualcuno" o "qualcosa". Non erano ancora esplosi gli scandali Noemi, D'Addario, Ruby, Cricche, P3, P4, nessuno conosceva ancora Marco Milanese, Scajola abitava a sua insaputa un mezzanino al Colosseo e Scilipoti probabilmente agopunturava macarenando in privato in attesa che Don Tonino gli spalancasse le porte di Troia. Bei tempi: le pene di Penati non erano ancora prescritte, ma già si andava smarrendo l'identità di un pezzo di  nazione grazie alla strabordante pochezza delle smanie di protagonismo Veltroniano e all'inconsistente rivolozionarismo salottiero della cosiddetta "Sinistra". Sembrava impossibile cadere più in basso, ma  ce l'abbiamo fatta. Oggi anche Sallusti potrebbe accorgersene, se avesse ancora il controllo della propria coscienza: la confusione regna sovrana e lo Stato a forma di scarpa si scopre - oggi? - pieno di mezze calzette. Così nessuno può dire cosa accadrà nel prossimo futuro (domanda: siamo sicuri che  agli italiani  importi davvero?). Pensavamo di aver toccato il fondo, invece ce ne mancava...
Ci mancava, per esempio, che il credibilissimo Sultano idrosolubile Spompo Beitrucconi si mettesse a citare (nella foto "fumettata") i cardini del pensiero di MdC: "Paese di Merda". Quante volte abbiamo sospirato, nel nostro piccolo, questa triste, misera constatazione sul pessimo stato in cui versa il nostro pessimo Stato. Oggi, nel "Paese di merda" (quello degli eredi di Craxi, quello delle lobby corrotte e delle corporazioni, delle cricche e delle speculazioni), il Governo degli evasori prende atto di un "dettaglio": bisogna pagare le tasse. E allora, via con finti inasprimenti delle pene e i proclami di inflessibili controlli a raffica (tutto potrebbe essere smentito in giornata). Forse è questo il motivo che ha spinto il credibile Sultano a mollare la baracca... Quindi? Cosa resta da dire dopo anni di latrati? Speriamo che non sia solo un sfogo dovuto all'aumento delle tariffe dei papponi, speriamo che almeno questa volta mantenga la parola.

lunedì 25 luglio 2011

Sgagnega 'l Co - Sulla stessa Poltrona?!

Matto di Stabilità, Calderoli: "senza di me finire kaput" 
 Ma Brescia è stata salvata
da Adriano Poltrona
è l'unica scusa che tira fuori per giustificare il doppio incarico
è un anno che ci fa una testa così... per favore Joker, schersa mìa...

di Maicol Sindec

WONDER BAVA IN TOUR - Cani amici divinatori di profezie smorfiose e lettori svogliati di interiora ovine, ben trovati. Come titolava "Il Giornale" all'indomani della strage di Oslo: "Ci attaccano ancora". Il titolo (in perfetto stile Sallustiano) risulterebbe azzeccato se applicato alle orde di ministri, sottosegretari, deputati e senatori che, terminati gli "impegni istituzionali", si riversano come uno tsunami di melassa sulla penisola a forma di scarpa, inzaccherandoci le braghe di ideologia spiccia con il solo scopo di rassicurarci: "va-tutto-bene". Compito arduo, con tutto che poi, ognuno, ha i suoi bei problemi da risolvere. Tra i Piddini impelagati con le "parcelline" dei dalemiani e i pduellini timorosi di perdere tutto il poltronabile e fare la stessa fine del "povero" Papa (sacrificato alla Sragion di Stato), brillano le performances delle rock star legaiole (nella foto, Bava Wonder mentre chiede di poter andare al bagno). Da settimane, i Vip (Very Imporked Padans) del partito sono impegnati nella turnè estiva su e giù per la Banania, pronti a pescare dal loro sacco di balle colorate fenomenali chicche di spassosa burloneria. Una cosa pare certa: non faranno la fine di Craxi. Domanda: con la crisi che incalza, è opportuno tirare moneta corrente a questo branco di arraffoni senza vergogna? Ci pare sinceramente troppo. Teniamocele in tasca, le monetine, che potrebbero tornare utili.

DIVAGHESCIONS - Cosa tirare allora? Non mancano le alternative: parolacce, maledizioni, uova scadute, verdura varia, mattoni (per far rifiatare l'edilizia), microonde, calcolatrici solari rotte, pellicce ripiene di chiodi, Circolari Malandrine, teste di cavallo ripiene di api assassine, fondamentalisti norvegesi ripieni di boria, matrioske ripiene di matrioske ripiene di uova ripiene di vermi infermi con la cagarella velenosa. E poi ancora: sacchi di pesci al petrolio, carovane di scorie tossiche, autobus ricolmi di bergamaschi, torte, scarpe, container traboccanti di Maurizie Paradiso (nella foto, sigillato per ragioni di nostra sicurezza personale), la testa putrefatta di Reagan (un'idea originale per i tombaroli in ascolto...), la Costituzione con gli spigoli rinforzati all'Uranio impoverito e decinaia e decinaia di altre spassose cassandraggini. Ce n'è di cose... Teniamocele in tasca le monete. Si sa mai.

SQUILLINO LE TRONFIE! - La sitiuazione è gravissima. Tanto che, ad oggi, nessuno è ancora riuscito a trovare il colore giusto da abbinare al grado di allarme raggiunto. Suggeriamo: Bluargh! "A tutti i cittadini! Attenzione: Allarme Bluargh! Evacuare lo Stato"... rende l'idea...). Nel colabrodo generale, c'è ancora chi si ostina nonostante  tutto ad abbuffarsi di casoncelli e propaganda, vomitando tronfierie a destra e sinistra (politicamente parlando). Dopo la farsesca dimostrazione di muscoli molli dello scorso 9 luglio (corredata da frizzi, lazzi, Borghezi, Caparielli e Rufi Sgrufi), lo scorso sabato, la Lega per la dipendenza della Banania (Circolino di Bressia), ha deliziato gli appassionati del Grotesque mandando in scena il monologo surrealista di Calderòn de Calderoli, recitato dal maestro in persona, dottore emerito in "Panzane date in pasto". Non pervenuto il dato sui presenti (quater gacc' a 'scultà i macc'? Nun lu sacc'!). Nel corso dell'happening, il sottocaporalgeneralbanano ha tenuto a precisare che (da Bresciaoggi, 24 luglio 2011, a firma Manuel Venturi): «Se non fossi intervenuto per salvare il vostro bilancio, Brescia sarebbe fallita, ma io mi sono attivato e l'ho salvata, cambiando il patto di stabilità». Mica nespole!

TENCHIU GIOCHER - In realtà, il sior sindeco Adriano Poltrona c'aveva raccontato un'altra storiella. Certo, non era condita da espressioni paciose in antico Osteriese, come la favoletta propinata dal Ministro della Complicazione ai banani brescioti. Una storia, quella del Poltrona, un po' più raffinata, curata nel minimo dettaglio, anche perchè nel P2l (e qui bisogna dare atto alle competenze), le storie le costruiscono bene, a tavolino, cercando di curare la balla nel particolare, altrimenti come fai a confondere le idee? L'emendamento salva Comune di Brescia (che nel 2009 aveva volontariamente sfondato il patto di stabilità) prevedeva che "i Comuni con dividendi da operazioni riguardanti società quotate in borsa potessero effettuare i loro calcoli per il triennio 2009 - 2011 non più riferendosi al 2007 ma alla media dei saldi del quinquennio 2003 - 2007". Un provvedimento talmente condiviso che era stato prima bocciato da Tremori e poi approvato. Talmente sentito, che è passato in extremis anche grazie all'accordo(/non ostruzionismo) di tutti i parlamentari bresciani (PIDIPDIELLEGA) a cominciare da Peolo e Piercosolà. Approvato al termine di una "trattativa" concitatissima, nel corso della quale, pare che il povero Poltrona abbia perso notevoli quantità di liquidi in eccesso, chili in esubero e anni di vita. Quasi catartico. Dalle cronache del tempo, però non emerge alcun particolare riferimento alla fondamentale funzione svolta dal Ministro Calderon de Calderoli (che avrà sicuramente lavorato nell'ombra, forse quella del pero da cui è caduto da piccolo).
INTERRUTTIAMO LE STRASSDISSIONI - Su questa specie di "miracolo contabile", invece, il sindeco Poltrona c'ha campato per un annetto buono sottolinenando il fondamentale valore aggiunto dal suo ruolo simultaneo di sindaco e parlamentare: "se non avessi ricoperto il doppio incarico, non avremmo avuto il "salva Brescia!" ripete sempre. E adesso invece? Il Ministro Banano gli ruba tutti i meriti. Quando si dice: cattivo gusto. Poer Poltrona (nella foto mentre si chiede: perchè ho detto "sì"?). Ognuno cerca di portare acqua al proprio mulino, ma è anche vero che l'acqua passata non macina più, quindi, inserendosi nel solco della millenaria saggezza della tradizione proverbiale italiana, anche MdC ha deciso di abbandonare dietrologismi e complotterie spinte. Sganciamoci una pietra sopra 'sta storia del "Salva Brescia" (che è anche vecchia come il cucco). Guardiamo avanti (...Ocio che si va a sbattere... ndC). La città è salva. Alla fine, come sempre, bravi tutti, lavoro di squadra, tutti uniti per "salvare Brescia", tutti salvatori, tutti a remare in un'unica direzione, tutti al comando, tutti a dirigere, praticamente tutti sulla stessa Poltrona.

mercoledì 6 luglio 2011

Sgagnega 'l Co - Giulio Tremori

Capitoni di Sventura!
Piuttosto che farsi da parte ci trascinano a fondo con loro,
attaccati al cadregone solo per qualche mese di privilegio in più...
di Oloferne Disgusto

SPERANZETTE - Cani amici, infaticabili sostenitori del buon senso e prodigy ricercatori della verità vilipesa, abbiamo solo un messaggio per chi, come voi, nonostante tutto si ostina a riporre qualche speranza nel futuro di questo paese alla deriva: RESISTERE! RESISTERE! RESISTERE! Manca poco, un annetto, forse meno e del Geriatrico Duo nella foto non sentiremo più parlare. Cos'è un anno di fronte alla storia dell'uomo o di fronte alle ere geologiche? Nulla, come una costina nella panza di Mangione.  Sperom en bè... oppure si finisce come la Grecia... perchè quella è la direzione verso cui ci spinge, da 17 anni a questa parte, il conflitto di interessi più grande dell'Universo. Eppure, piano piano la nebbia si dirada, la pioggia lava via il fango e viene a galla lo sporchés delle bugie (note per avere le gambe corte anche se ripetute ad oltranza). All'orizzonte ora appare sempre più chiara, in tutta la sua grandezza, la fisionomia dell'iceberg contro cui ci schianteremo.

ILLUDIAMOCI DAI... - La verità è sotto gli occhi di tutti: l'impalcatura sta crollando. La barchetta fa acqua da tutte le parti. Prima di affondare, il P2²L si rifà il make up ed elegge Angelino Alfetta, capitanuccio di cortesia per acclamazione (imposta). Così, legalmente, in caso di naufragio, la colpa è sua. Il Capitano Stubingoni (nella foto, un sosia), nononostante  "il culo flaccido" (di minettiana memoria) resta uno che sa il fatto suo. Come nel corso delle eleganti feste che organizza mecenatesco all'interno delle sue numerose magiuoni, così si comporta nella vita reale. Praticamente: ci prova sempre. Un esempio?  La bella normetta che congelava i risarcimenti per le cause civili sopra i 20 milioni fino al giudizio della Cassazione previo "deposito caparra" (... furbino...). Lui ci prova, ma la situazione non è delle migliori. In tempi passati di finte vacche grasse, le leggi ad personam transitavano tranquillamente, grazie al telepass parlamentare. Oggi è più difficile. Sarà il puzzo di cadavere in putrefazione? O la sensazione di stare per sbattere contro qualcosa di davvero grosso? Chissà... Alla fine sembra di vivere in una canzone di Mariano Apicella (consiglio per Seimani: ascolta i primi due di Apicella e ne riparliamo). Sempre la solita solfa: decretone generalone e codicillo malandrino (senza voler mancare di rispetto al povero omonimo dirigente, autore di sacrosanta circolare poi annullata). Sempre le stesse prevedibili mosse. Più che una canzone di apicella sembra un episodio di "Love Boat". Sempre la stessa maledetta trama.

CHE GELIDA LEGGINA - La leggina ha fatto incacchiare pure Giulio Tremori , ministro del tracollo economico. Già è un periodaccio di suo, poi quello ci si mette sempre con quei suoi maledetti avvocati e qui non è più finita. Ormai il delirio mistico di onnipotenza e la visione sempre più netta della catastrofe imminente non consentono più, al povero Tremori, una postura corretta. Continui fremiti lo scuotono violentemente ogni volta che sente pronunciare la parola: Belfresconi. E li son cazzi, perchè o subentra lo stato catatonico con incremento dell'accise sulla bolletta nelle mutande (vedi foto) oppure gli prende una psoriasi selvaggia che non lo molla più. Ecco perchè il pover'uomo si rinchiude, di notte, nella torre più alta del maniero e abbracciando la scrivania di Quintino Sella ordisce congiure fanfarone, elucubra piani strampalati per segare i tacchi al povero Olana. Trama nell'ombra, ma il nano sporchignone resta lì. Tremori si frustra, nel frattempo la puzza si propaga e la gente fatica a sopportare. Psoriasi  non psoriasi qualcosa bisogna fare. Così Tremori va avanti per la sua strada e prepara l'alibi per il giorno del regicidio. In fondo, tutto dipende dagli umori di un Parlamento che resta composto per lo più da servi e/o da individui diversamente etici. Tutti fedelissimi al Sultanato.

PASSO TROIAIO - Eh già, perchè non è che adesso, siccome il vento cambia, le cose cambiano per tutti. Ci sono servi che hanno un'etica professionale da difendere e devono restare servi fino alla fine: il Poltrona, la Becca (al Kestrazio La Muffa ci fumeranno un po' le  balle, o no?), Peppe Romel Homer, Daniele Mormora, David Caparielli e Santo Mazzacorta. Non sentiranno la puzza di capitone putrefatto? Niente. Tutti col naso turato, ligi al servaggio, remano tutti nella stessa direzione. Servi del privilegio calato dall'alto, regalato dal magnanimo Olana o dal benevolo dispensatore di patacche, gen. Umberto Bava Beccaris. C'è poco da scherzare, a loro bisogna obbedire ciecamente, se non altro per un briciolo di umana riconoscenza. "Grazie, prodi (si fa per dire...) Capitoni di Sventura! Grazie per averci messo in lista... nei posti giusti e grazie per riservare a noi, vostri umidi servitori, un posto in primafila sul ponte della nave che affonda. Un'esperienza unica e irripetibile". Così se uno dice "Alfetta", "Alfetta" dev'essere. Se l'altro dice: "ad de fa mia pasticiagèh, lupercalelastifragilimistocazzoloso, strassi petessi sinitrare la gabina elettorale... la mineustra fatta tutta cadere dentro fagioli arrivare Calderoli, fare pim pum pam e scivolato poi telefonato pernacchia maroni cosi impara di fare mica schersi ... no me dire fora bai, siamo tutti in stessa barca di polenta, abergiva i parapolmi che poi dopo è peggio e strapa a tuti le merende che se no vince la sinistra... e va mica bene éhhh... shon mica semo èehhh... èehh...". E nessuno si permetta di dissentire! La linea è chiara: tirare dritto fino alla fine. A qualunque costo. Per fortuna non pilotano aerei. Niente paura, qui non vola nessuno, siamo tutti sulla stessa barca. Niente più. Parte l'annuncio: "La Titanic Love Boat è lieta di offrirvi un'esperienza irripetibile: un viaggio verso il nulla con il botto in mezzo, ma senza catastrofismi comunisti, in iena e totale libertà. Respiratene un poco prima di affogare. La crociera sarà, come sempre, elegante e raffinata. In attesa di allietare i passeggeri con canzoncine e barzellette, il capitano Stubingoni augura a tutti un felice tracollo e ricorda l'ordine di evacuazione in caso di naufragio:
1 -il capitano,
2 - le donne,
3 - Apicella
4 - (se c'è posto) Signorini.
A seguire tutti gli altri. Ma continuino pure a cazzeggiare, lor signori, come loro solito, non c'è nulla da temere, tutto va a gonfie vele. Siamo tutti sulla stessa barca".

sabato 14 maggio 2011

Sgagnega 'l Co - Fuori gli stranieri dalla Mille Miglia!

Il concorrente Atkinson vince il Premio Sgradevolezza
MR. BEANCHIONE
ladro di sogni ed emozioni, finalmente smascherato:
non sei il simpatico gigione combinaguai
che rallegrava paciosamente le nostre sere.
Sei solo un... 

"pomposo assurdo
 arrogante inglese
 gigantesco sacco
di merda
faccia di culo
testa di cazzo
stronzo [...]
domanda scusa!"
Otto
(Kevin Kline)
da "Un pesce di nome Wanda"

BEAN BUN BAM! - Nonostante alcuni incidenti di percorso (uno dei quali abbastanza serio), anche quest'anno la Mille Minchia torna a casa col suo bel carico di puzzoni e faciademerda. Tra i migliori esemplari, si segnala il sosia scemo di Zapatero, mr. Bean (Rowand Atkinson, nella foto col caschetto d'ordinanza) che oltre a far ridere i cerebrolesi, i bambini di 9 anni (drogati dai genitori), il sindaco Paroli e qualche altro platelminta sparso sul territorio italico si è dimostrato tutt'altro che comico (noi di MdC gli si dà la merda a manetta all'albionico cialtrone... W MONTY PYTHON!!!...).
Quello che fa davvero ridere è l'impegno (vero o recitato male?) che lo spregevole comico mette per ben figurare (se non adirittura per vincere) una gara non competitiva (nel cui merito eravamo entrati nel post "La spedizione dei Mille Minchia"). La pressione è troppa e Bean sente odore di grande impresa, sente di poter fare il colpo grosso che potrebbe dare una svolta alla sua carriera. non può permettersi passi falsi o cali di concentrazione. La vittoria è l'unica cosa che conta, lo diceva anche il Trap. Così, concentrato solo ed unicamente sulla difficilissima corsa non competitiva a cui partecipa, Atkinson non può avere tempo da dedicare al SUO stupido pubblico italiano che probabilmente puzza.
Da Bresciaoggi 14 maggio 2011 (scrive Alberto Armanini): "Atkinson sembra aver preso troppo sul serio la parte agonistica della Mille Miglia. È il suo sguardo al volante della Bmw 328 che dice tutto. Concentrato, fisso sulla strada e per niente attento alle migliaia di fans che lo stanno acclamando in tutti i passaggi nei centri storici. Persone a cui deve la sua notorietà e a cui forse sarebbe opportuno mostrare almeno un sorriso. Mr. Bean invece ieri non ha sorriso proprio a nessuno. Nemmeno a Gambettola, dove la gente lo ha acclamato e lo speaker gli ha fatto qualche domanda di rito. Si è limitato ad un «Buongiorno. I'm fine (tutto bene)». Poi nulla. Piede pigiato sull'acceleratore e fumo negli occhi al pubblico che ha proseguito ad acclamarlo. Rowan Atkinson, che è un grande appassionato di automobili storiche e nel suo tempo libero si dedica alla sua passione, ha pensato alla Mille Miglia come ad un'opportunità per evadere dal lavoro e dalla sua notorietà. Oppure vuole riscattare una vita in cui la gente ha riso spesso con lui e soprattutto di lui inventandosi regolarista. L'ipotesi più probabile però è che Mr. Bean si stia attenendo in qualche modo al suo personaggio e abbia deciso di non uscire del tutto dalla finzione. In fin dei conti il suo grande successo è dovuto anche al fatto di essere un tipo misterioso, anche sullo schermo".
CARO LURIDO POMPOSO INGLESE - A prescindere dal fatto che, se partecipi a corse come la Mille Minchia lo devi mettere in conto che c'è gente in giro (minimo mille) e che se sei un "attore" (famoso solo per quello) conosciuto in tutto il mondo solo per quelle quattro facce deficienti (come nella foto a lato tratta da Bresciaoggi), dovresti avere un minimo di riguardo per quei tuoi 4 ammiratori, visto che sono loro che hanno contribuito a fare di te un ricco puzzone. Adeguati, ma sappi che a Brescia non sei gradito: "TORNATENE A CASA TUA. (diglielo anche tu Rufus!) Niente stranieri a Brescia!". Preferivi startene per i cazzi tuoi? Filicudi è splendida in questo periodo, vai lì. C'è anche un bellissimo promontorio, puoi salire fino in cima e buttarti di sotto. Un Beanchione di meno.

martedì 12 aprile 2011

Sgagnega 'l Co - Bassa Lega

Volete una sberla?
Maroni vuole uscire dall'Europa?
Prego... s'accomodasse, la Svizzera è là, in fondo, oltre lo smog.
Altrimenti se volete esportiamo la Banania in Tagikistan
 E su A2A si aprono i campionati di "Extreme Cadreging"


di Cialtron Estronz

Cani amici, ben trovati. Prosegue il fortunato tour del comico barzellettiere Sibilo Bauscioni (nella foto mentre si accorge di avere appena limonato duro con Stracquadanio). L'anziano istrione ci delizia ormai da tempo con le ottime performance del lunedì (The Monday Tribunal Live Show).
Eppure, nonostante tutto, è la questione "immigrati" a tenere banco congravi ripercussioni sulle sapide menti Banane (nel sendo di: provenienti dalla Banania). Maroni vorrebbe andarsene dall'Ue perchè gli han detto di non rompere i se stessi: la Germania se ne è presa 400 mila in un colpo solo ai tempi dei kosovari, mentre l'Italia (imbrigliata dai legacci della propaganda Banana) ne ha visti arrivare circa 25 mila (la metà rispetto al 2008) e non è riuscita a mettere in piedi un paio di cessi chimici in più. Tutti abbiamo visto le scene ignobili di Lampedusa e Manduria. E' inutile diuscutere: i migranti tunisini sono un mega spot elettorale che i Legaioli vogliono cavalcare, sanno che devono recuperare qualche centinaio di migliaia di voti sul fronte lobotomizzati. Molti erettori si erano svegliati dopo vent'anni di coma da spacconate da bar per il falso annuncio di un Sederalismo inesistente. Nel frattempo Pompinella e soci, non sapendo minimamente che pesci pigliare, danno tutta la colpa all'Ue ("se si chiama Uè, di sicuro ci son di mezzo i napoletani..." pare abbia bofonchiato il ministriminzito al termine di un vertice tesissimo).

BAVA CHIAMA BASE, 
FRAINTENDI BASE

E fu così che l'Europa disse: "ma siete imbecilli? Volete due sberle? Son quattro gatti, prendeteveli e teneteli lì, la Germania se ne è presi 400 mila e non ha detto nulla". Non ci vuole molto, basta organizzarsi (o "volersi" organizzare), tirar su quattro o cinque cessi chimici, un paio di mense e avere i dati di chi è arrivato qui. Pare inevitabile la sanatoria (ne ha sanati più la Lega di Prodi). Ma allora - vien da chiedersi - perchè sanare quelli appena arrivati e lasciare in clandestinità chi è già qui da anni? Boh...
L'unica priorità è non disturbare lo zoccolo duro. "Frastonate teste gente così non capire gnente come io" questa pare essere la strategia del general dei miei Maroni Umberto Bava Beccaris (nella foto mentre progetta l'invasione del Culatellistan). La base va frastornata e abbindolata il più possibile con proposte di legge trappola (o esca?) come quella dell'esercito regionale...  

BUFFONI - E cosa dice la base? Niente. Quindi prendiamo atto del fatto che: se gli immigrati li regolarizza Prodi, legittima baraonda caciarona, se invece lo fa Maroni allora tutto bene. Eppure qualche voce critica si leva dai fossi dove si nascondono le nutrie padane, non fosse che si tratta delle deliranti dichiarazioni dello sceriffo Gentilini le si potrebbe pure tenere in considerazione. Nel corso di una trasmissione a Radio Padania - ripresa ieri dall'Infedele - il pro-sindaco di Treviso (nella foto al battesimo del nipotino, ndC) dice che lui se ne frega del buonismo, dei permessi e degli incarichi, che vuole "la Lega da battaglia" e che bisogna stare "in mezzo al popolo". E via dicendo, inneggiando alla guerra contro lo straniero come un alpino figlio di cugini primi ricolmo di grappa. Niente paura, vuole solo alzare la posta. Alla fine son più o meno tutti come l'Oscarso, gridano tanto, ma basta poco a fargli passare le paturnie.

A BRESCIA: I DEMOLEGHISTIANI - Non fatevi ingannare, cani amici, è la solita Lega, campionessa mondiale di cadreging ("Attacco alla poltrona", lo sport celtico praticato dai migliori conoscitori della specie scrànnidea, unico tipo di caccia in deroga concesso quest'anno in Congobardia). Stesso copione a Brescia con il caso A2A. Si avvicinano le amministrative e la Lega ha bisogno di far vedere che  "alza la voce". Ed ecco che torna utile quel ragazzotto del Missouri dai modi un po' spicci, goffo e impacciato all'apparenza, ma in verità furbo come una locusta: Billy Bob Gallizioli.  
Billy Bob lancia il sassolino che rompe la finestra dell'ufficio da cui Tarantini, contemplando il mondo, si complimentava con sè stesso per il lavoro ben svolto. Il gesto crea una serie di onde concentriche che vanno a loro volta ad intasare il cervellino lessato del Poltrona, il quale a fronte di un P2l iper diviso e improvvisamente ostile ai suoi fantasiosi propositi, non riesce a reggere lo stress, va in tilt e si sporca di cacchina tutta la vestina (della foto). Che non fosse un cuor di leone l'avevamo capito otto o nove anni fa, ma come fai a non votarlo? Non fa tenerezza (sempre nella foto)? Con quegli occhioni da cerbiatto smarrito e quella bella vocina pacatina: "ti capisco, ma non sono d'accordo con te".  Il cervellino del deputato arredatore (fosse davvero quello il suo futuro?) va a belase proprio in occasione del Consiglio di ieri dove giunge balbettante. Non crede a quello che sta succedendo: oh... qui si sfalda tutto. Presto! Servono poltrone da sacrificare per placare la vorace bramosia celtica.  "Fora di ball" disse Billy Bob al "povero" - si fa per dire - Graziano. Mamma che paura.

Il Poltrona alla fine si dimostra per quello che è: inadeguato. Messo lì per manifesta assenza di alternative e privo di doti che non siano quella del cortigiano obbediente (fa fare bella figura persino a Rufus...). Non tutto però pare perduto. Qualche neurone sembra muoversi. Sul tappeto ci sono tante questioni oltre a A2A: il «cubo bianco» di piazza Rovetta (binario morto), il parcheggio sotto il Castello (infattibile), la Cittadella dello Sport a San Polo (non se ne sa nulla), la «sede unica» agli ex Magazzini generali (praticamente una follia). Si legge sul Bresciaoggi: "Questioni che rischiano di scavare un solco profondo tra Paroli, che si vede sempre più sindaco e meno uomo di partito, e un Pdl che rivendica il diritto di discutere le scelte della Loggia. «Ho avuto la designazione del partito, ma sono il sindaco e voglio fare tutto (Oh cazzo... vuole fare TUTTO!!!!!! ndC), i consiglieri vogliono addirittura di più e i cittadini di più ancora», è stata l'eloquente replica di Paroli al «tutto non si può fare» del coordinatore cittadino Ettore Isacchini". Le minacce al Memores numero 4 in realtà son bazzecole. Se solo volesse, CL si scuote la Lega di dosso come la pantegana con le pulci della peste (diffondendo peraltro la stessa peste). I celti come è loro ccostume, alzano la voce solo per un buon tornaconto a medio lungo termine, esigenza improcrastinabile a seguito del disfacimento del P2l. Bel Bordello, cani amici, davvero gustoso (e non vediamo l'ora di leggere le cronache del Consiglio).

Nei giorni scorsi, in soccorso del sindeco cacasotto, fingendo di voler riparare  all'oltraggio del malefico Billy Bob, accorrono il sotto sceriffo Rufus Sgrufis e il legaiolo Bruno Caparini (vecio di Davide, nella foto mentre si diverte a suonare un campanello invisibile). Caparini, che è consigliere di sorveglianza di A2A in quota Lega, fa rientrare democristianissimamente la polemica divinando prospettive agghiaccianti per la povera città di Brescia: Non sarà che la Lega, con Gallizioli, ha aperto la guerra per la nomina bresciana in A2A fra un anno? - chiede Massimo Tedeschi, sul Bresciaoggi di sabato 9 aprile - Risposta: Di quello non vorrei parlare perchè non vorrei essere io oggetto di questa assegnazione. So che Tarantini ha nominato Baiguera, che è in quota Lega, presidente di Delmi. Qualcosa ha fatto. Ripeto, ho grande ammirazione per Gallizioli, preoccupato per il Comune, ma le sue critiche non sono condivisibili per amore di verità. Ho anche ammirazione per Rolfi: credo che, finito il secondo mandato di Paroli, diventerà sindaco Rolfi.

AHHHHHHHH!!!!
DIO CE NE SCAMPI,
PIUTTOSTO LE CAVALLETTE 

giovedì 16 dicembre 2010

Sgagnega 'l Co - Il Terzo Pollo

Cialtroni Animati
Democristiani...
che Dio li strabenedica


"Nella vecchia fattoria y-a y-a oh
sparava a tutti zio Tobia
patapim patapum pam pam"
McManus,

sul tetto del porto prima
di scatenare l'inferno
da "I Soliti Sospetti"
di Brian Singer
di Pampulu Pimpulu Sparisc Poltròn

Non solo big porcilaia romana. Da settimane fervono febbrili trattive anche in Consiglio Comunale a Brescia. Da qualche settimana i terzo pollisti democristiani si sono rimessi a fare i democrsitiani (che il Signore ne preservi l'integrità umorale). Così anche nella città del tondino sopraffino, prende forma il Pollo della Nazione, il Terzo Pollo, meno dopato di quelli dell'Amadori (nella foto).

BENTORNATA DC - Andrea Bonetti, capogruppo UDC sul GdB di ieri dice: «Vogliamo portare avanti un’idea moderata di centro per il bene della città. Sia chiaro un eventuale nuovo gruppo in Consiglio comunale, non sarà un terzo polo in contrasto con qualcuno, quanto piuttosto in appoggio alla Giunta ma nella consapevolezza che dopo due anni e mezzo c’è qualcosa che ha funzionato e altro no e che molte cose sono ancora da fare». (Lo scoprono oggi, ndC) In sostanza l’Udc è pronto a farsi promotore di un nuovo progetto politico che parte dal consiglio in Loggia per riaprire il dialogo con la città, dialogo che evidentemente secondo i centristi in qualche modo è stato a singhiozzo nei primi due anni e mezzo di mandato della giunta Paroli".

I topi cominciano ad abbandonare la nave? Di sicuro c'è che gli Agnellini non torneranno all'ovile. Aveva provato a darsela a gambe levate anche il povero Piovanelli ma la Maria Stalla l'ha rincorso e lo ha riempito di bastonate sulle olane facendogli subito passare la voglia.
APERTURA DI CHIAPPA? In attesa del prossimo Consiglio Comunale (previsto per il 17 dicembre) si guarda in tutti i Cantoni e si spera di tirar dentro qualche trans-fuga anche nei minuti di Recupero. Tutto può accadere, stando almeno a quanto si legge sul GdB a firma Carlo Muzzi: "scoppia di nuovo il caso di Claudio Chiappa (UCL, Unione cacciatori lombardi), indipendente eletto nelle liste della Lega Nord. Lunedì sera il direttivo dell’Unione cacciatori lombardi lo ha espulso dal movimento per non aver accolto le richieste di abbandono della maggioranza per il gruppo misto dopo la bocciatura a livello regionale delle deroghe alla caccia".

Gli infallibili legaiolp2ellini sono riusciti a far ingrifare come cinghiali pure i cacciatori (domanda: ma come fanno a combinare tanti casini senza sbagliare MAI?). Da quest'anno gli amanti della doppietta non possono più cacciare la Prispola e il Prispolone. Robe da matti, nel 2010 non ti fanno cacciare il Prispolone (nella foto, decismente soddisfatto). Così l'Ucl era stata chiara: al Chiappa, gran fuciliere fresco di caccia al Prispoloceronte in Zimbawe, era stato ordinato di votare con le opposizioni, di fare ostruzionismo. Dopo un breve colloquio col vice sceriffen Rufensgrufen però... (sempre dal GdB) "Chiappa non ci sta, nessuna disponibilità a fare del filibustering (ueilaaa, filibustering... ndC) in Consiglio: «Mi volevano obbligare ad entrare nel gruppo misto, a far mancare il numero legale all’occorrenza, con l’obiettivo di mettere in minoranza la Giunta qualora se ne fosse presentata l’occasione di votare con l’opposizione». Chiappa chiarirà la sua posizione oggi. Mentre venerdì (in Consiglio comunale, ndC) si chiarirà il futuro del nuovo polo, un percorso che pare quasi inevitabile". Ovviamente confidiamo tutti in un'apertura di Chiappa. E la maggioranza scricchiola...
...per dirla con una bella onomatopea:
PRRRRRRR!!!

martedì 26 ottobre 2010

Sgagnega 'l Co - Agguato al Capezzolone!


Per molti ma non per tutti...

SHOKKANTE! - L'unico testimone (da Corriere.it): «Ho sentito il rumore di un bicchiere che cadeva. Erano le 18.45, mi sono affacciato fuori dal ristorante e ho visto sulla mia destra un uomo che scappava in direzione del Quirinale o della Fontana di Trevi: era alto circa 1 metro e 70, aveva una giacca grigia e un giornale in mano, ma era di spalle. Alla mia sinistra, a due metri, c'era l'onorevole Capezzone che veniva verso di me con la mano sulla guancia e un orecchio rosso dicendomi "m' ha colpito. Hai visto cosa mi ha fatto?"».

Aveva una giacca grigia e un giornale in mano... potrebbe tranquillamente essere il mio avvocato. O il marito della mia commercialista. O il precettore dei figli del marchese De Pugnettis. O l'impiegato del catasto di Velletri. O un controllore della Sia, un maestro delle elementari, un giornalista, un contadino che si era appena visto negare il mutuo dalla banca, un direttore del personale della catena Penny Market, un profe di educazione tecnica, un barzellettiere in pensione, un manager di quart'ordine. Magari è stato Travaglio! Oppure Padellaro o Santoro o Vauro o De Magistris o Di Pietro? (Naaaa... Tonino non sarebbe scappato). Magari era uno della segreteria della Fiom. Magari è stato uno della segreteria Cisl che ha creato ad hoc il caso per incolpare la Fiom. Magari è stato il ragioniere che abita al piano di sotto nel palazzo di Capezzone, magari lo odia da anni perchè gira tutta la notte per casa con i tacchi a spillo e fa un casino della Madonna. Magari è stato un fasssssssccccciooo. Magari è stato Sansonetti. O forse il testimone si è sbagliato, magari si trattava di un uomo con "Il Giornale" in mano... magari è stato Feltri. Alla fine comunque tutto bene, niente di grave, nessun problema. Tutto a posto, nessuno s'è fatto male gravemente, è la cosa più importante, la vittima sta bene, tutti contenti insomma.

martedì 5 ottobre 2010

Sgagnega 'l Co - "Compenetresche"

Pronto?
Oscarso?
Ci sarebbe
un Sole delle Alpi
che mi blocca
la digestione.
Potresti rimuoverlo?
(cortesemente...)

di Juan Felipe Burruchaga


"L'utente da lei chiamato non è al momento ragionevole". Il condottiero da balera Oscarso Lancinanti è visibilmente provato. La boria e la vergogna scolpite su quella bella faccina da Sole delle Alpi ne gonfiano i celtici tratti somarici, incappellati da quel bel taglio alla sudafricana che fa tanto Afrikaner Padaner. La smorfietta disgustata sul grugno poi, la dice lunga: l'uomo è leggermente sotto pressione. Se rimuove il tutto, salta la possibilità di un'elezione in Parlamento, se lascia tutto com'è, salta la pazienza delle persone normali.
Sul Bresciaoggidel del 5 ottobre, la manina spiritosina di Marco Toresini scrive: "Ieri pomeriggio nell'ufficio del Prefetto, Livia Narcisa Brassesco Pace, per due ore si sono confrontati il «padre severo» (a nome del Ministro dell'Istruzione il dirigente scolastico regionale Giuseppe Colosio e quello provinciale Maria Rosa Raimondi) e il «figlio discolo» Oscar Lancini, sindaco di Adro, comparso quasi a sorpresa in quell'incontro che all'inizio sembrava solo tra quelli che un tempo erano chiamati i "provveditori agli studi" e la rappresentante a Brescia del Governo. La «madre conciliante» (l'Imprefetta Marisa Tarcisia Cappelletti in Brodo, ndC) di quel gruppo di famiglia che all'ora dei tg della sera si è presentato davanti ai cronisti dopo due ore di discussione (le prime di una serie che non si profila brevissima). «Questo è un primo incontro - ha spiegato il prefetto - che ha lo scopo di affrontare la razionalizzazione dei "Soli delle Alpi" (non era meglio parlare di "rimozione", ndC ) che hanno costituito una criticità nella scuola di Adro. Il percorso non si è ancora definito. Il nostro interesse è quello di arrivare nel più breve tempo possibile ad una compenetrazione delle esigenze delle parti che soddisfi tutti». Livia Narcisa Brassesco Pace è una «madre conciliante», l'arbitro di una partita difficile, ma è anche una madre esigente, che vuole innanzitutto il silenzio fino a quando non si potrà scrivere la parola fine a questa telenovela che ha fatto discutere l'Italia".
In realtà ci sarebbe poco da girarci attorno.


C'E' SOLO DA RIMUOVERE
700 SIMBOLI DI PARTITO
DA UNA SCUOLA PUBBLICA!


Ma... non è che... magari... all'Imprefetta quei simboli - in fondo in fondo - non dispiacciono? In attesa di trovare "una compenetrazione delle esigenze delle parti che soddisfi tutti" resta il vero problema: chi paga?
Oscarso ha detto di non essere contrario alla rimozione, vorrebbe solo addebitare il costo della menata al Ministero dell'Istruzione (o all'ufficio scolastico regionale? O a quello provinciale?). Cioè: A NOI.
LA PROPOSTA - Essendo che - come al solito - "paga Pantalone", basterebbe il buon senso di qualche decina di cittadini. Ci si trova tutti una domenica mattina ad Adro, andiamo a bere il caffè in piazza, breve lettura della "Gazza", e poi tutti a scuola (ovviamente senza bambini attorno, che hanno già pagato fin troppo la demenza degli adulti). E, piano piano, rimuoviamo tutto. Senza polemiche. Ci si rimbocca le maniche da buoni lombardi e si rimette tutto a posto. C'è poco da girarci attorno, tocca ai cittadini risolvere la questione, serve solo un numero non ben precisato di volontari armati di pazienza, scopa, sacchetti di palstica, smerigliatrice e oia de laurà. Se aspettiamo i politicanti e i burocretini stiamo freschi. Facciamolo tramontare noi 'sto cavolo di Sole delle Alpi. MdC si è già reso disponibile (oltre che all'acquisto di un nuovo zerbino) a collaborare gratuitamente (e con il sorriso come da foto) alla rimozione dei cosiddetti "simboli celtici". Se qualcuno - per una volta - raccoglie l'appello e lo diffonde... noi ci siamo.
j.f.b.

sabato 25 settembre 2010

Sgagnega 'l Co - Il Sole del Marocco


Quando i Celti invasero...
il Marocco (?!?)
(Il Mullah Al Lahncinih: "Hostihs gho'l sahlam en'dahl kul...")

di Maramaldo Stizza

Il sindaco di Adro, Premio Oscar (della bugia) Lancini farebbe meglio a leggersi il bel corsivo del maestro Gianantonio Stella su Sette (inserto del Corriere della Sera del 23 settembre). Nell'articolo, oltre a ricordarci il Bava Beccaris Pensiero sulla "scoreggia nello spazio", al secolo Gianfranco Miglio, Stella mette la parola fine (se mai ce ne fosse ancora bisogno) alla polemica idiota (leggi: leghista) su quel cazzo di Sole delle Alpi, conosciuto da tutti i geometri del mondo come metodo più semplice per inscrivere un esagono in un cerchio.

Stella, noto a tutti per le sue simpatie plutocratico giudaico marxiste, cita il professor Vermondo Brugnatelli (nella foto) che ovviamente non può competere con Lancini in campo storiografico dato che è solo docente di Lingua e Letteratura berbera alla Statale di Milano ed è - scrive Stella - "autore di una novantina di saggi sull'argomento"... troppo poco per tenere testa al Principe di Adro che nell'ultima settimaan di silenzio forzato ha avuto modo di ripassare tutta la tabellina del 7.

Interpellato in merito al Sole delle Alpi, Brugnatelli scrive: "il simbolo in questione è tutt'altro che un'esclusiva padana, dal momento che è un disegno che compare con grande frequenza nell'architettura e nell'arte nordafricana a tal punto che, per conto mio meriterebbe l'appellativo di "Sole dell'Atlante"

Nel saggio "Il Nordafrica e i Nordafricani - Elementi di Storia, Lingue e Letterature" (Appunti per la parte generale del corso di Lingue e Letterature), il Sole dell'Atlante (nella foto in alto), sta addirittura in copertina.

Ora, i casi sono due:

1 - Lancini chiede scusa per la boriosa ignoranza dimostrata, stacca tutti quei merdosi simboli di partito da una scuola pubblica e se li infila nelle tasche del cappotto buono.

2 - Lancini riconosce la comunanza culturale di celti e berberi, (leggi: padani e marocchini) e -nella mensa della scuola - si mette a servire anche carne di mucca e/o di capra e/o di cavallo e/o di pollo. "Un po' di varietà, invece del solito maiale padano" (potrebbe essere lo slogan ideale per le prossime amministrative adrensi) Perchè alla fine non siamo cannibali.

Serve altro per dimostrare la malafede di Lancinosky? Crediamo di No. Il mandatario del gen. Umberto Bavavic Beccariov Bossic nelle lande desolate di Adrov piccola località posta nel bel mezzo della Siberia del nostro cervello, non può davvero dire nulla. Chi lo appoggia continuerà a sostenere la legittimità della presenza diquel simbolo in quanto "legato alla tradizione celtica". E se ci parli e gli dici "è il simbolo della Lega quello lì" loro rispondono: "no... è legato alla tradizione celtica" Muro contro mulo. E allora a che punto si arriva? All'insulto. Se non volete capire solo per dare ragione alle mattane di partito, avete rotto. Patetici padani, studiate meglio le vostre origini, riscoprite le vostre tradizioni e magari tornatevene a fare i padroni a casa vostra:
in Marocco.

lunedì 16 agosto 2010

Sgagnega 'l Co - Qualche domanda da porci?

Si si [... fa il dito medio ...]

"Come fa Napolitano a garà?
Mica si mette in pasticiagè"

STRATRAGEMMI - Tutto chiaro no? Dalla letamaia di Ponte di Legno il visconte delle buone maniere, fine stratega dello scaccolamento, gran baron di gratta chiappa (annusa dito "fatto cacca mutande") generalissimo Umberto Bava Beccaris da Sbroccaletame ci spiega come gira il mondo.
In prticolare il SUO mondo fatto a forma di dito medio.

Il Governo tecnico? "Serve solo a cambiare le leggi che non vanno alla sinistra". Tra le altre, la legge elettorale (fatta apposta da Calderon de Calderoli per garantire scranni a buon mercato per ladri, servi e cacciaballe di ogni ordine e risma): la bella "Porcata" che alla Lega piace tanto come tutte le cose a vaga forma suina.

INDISCRESSIONI SBRISOLONE - Nel frattempo la Segreteria Provinciale del Carroccio si prepara all'ordalia che porterà all'investitura del prossimo segretario, successore del povero H1N1 (nella foto a lato) accalamato a furor di popolo poco meno di un anno fa per la sua contagiosa allegria e costretto poi alle dimissioni a seguito di un violento regolamento di conti tra la temibile Falange "Pestoem" e il vendettoso manipolo dei "Verdurai Ubriachi" capitanati da Renzo Bossoli, mastro ciliegiaio di Cogozzo con Laurea Honoris Causa in "Castrazione Ovina", convinto di poter sfondare nel mondo della politica solo in virtù di una vaga omonimia.
Nonostante le cialtronesche pretese avanzate dal Bossoli, pare che l'esito sia scontato: il prossimo segretario provinciale della Lega bresciana dovrebbe essere Ciubecca il Wokie (nella foto con la divisa d'ordinanza). Ordini dall'alto favorirebbero il successo del "D'Annunzio Padano", così ribattezzato per le indiscutibili doti oratorie, l'elegante e pungente vis polemica e il coraggio dimostrato nella veste di guerriero mugugnone sui campi di battaglia di tutta la galassia. Fu proprio il sommo vater Ciubecca (nativo del sistema Paiscus Lovenus 9), ad insegnare all'allora giovane caporale Bava Beccaris, le ammalianti tecniche che ancora oggi ne caratterizzano il fine eloquio (un esempio nel filmato che proponiamo in chiusura di Post... "Lessione n°1: io me chiamare Umberto"). La proclamazione del nuovo segretario dovrebbe essere ufficializzata - salvo bizze dell'imperatore - entro la fine del mese. Dalla redazione di MdC, un sincero augurio di buon lavoro al Dottor Ciubecca.

giovedì 5 agosto 2010

Sgagnega 'l Co - Saluto al "Truce"

Eia Eia... culazione!
(ovvero: Prostrati e Prostatitici)

di Filomena Lavapisello Fasciopompinu


Il simpatico dibattito che ha preceduto il voto di sfiducia al sottosegretario p2ellino Caliendo ci ha regalato sprazzi davvero esilaranti di servilismo "prono" fetish.

L'anziano Sultano di Hardcore Silvio I detto "Olana", non potendo reggere il confronto con Don Tonino Sbarazzino e Dario Francescazzimazzi, si è coraggiosamente chiuso in bagno a mangiare le unghie di Bondi, per l'intera durata della seduta facendo baldanzosamente capoliono in aula, solo per le sleccacciate finali griffate Capitan Cicchetto (nella foto a lato).

Le chiappe dell'Olana devono essere una delle cose più pulite di questo mondo vista la quantità e la qualità di prodighi servi slinguazzoni. Al termine del dibattito, arrembanti orde di schiavi hanno - infatti - dato vita ai soliti cori da stadio inneggianti al Sulnano che ha ricambiato l'omaggio sfoggiando il rituale pavido accenno di "saluto romano".

Tra la folla di zerbini ululanti, c'erano pure gli onorevoli bresciani. Se Chiara Moroni (già tacciata di "ingratitudine" dai puristi della lingua molle) si è astenuta dimostrando di avere un briciolo di spina dorsale (non troppa eh...), ci piacerebbe sapere invece se anche la bella deputata Viviana Beccalossi ("come donna e come madre") e il depu-sindaco bresciota Adriano Poltrona (presente al 96,29%delle votazioni dal giugno 2008 al luglio 2010) si siano uniti o meno al coro festoso degli "umidificatori di natiche" dell'Olana. Solo per capire con chi abbiamo a che fare (nella foto, il depu-sindaco mentre risponde all'appello: "Poltrona?"... "Presente!").

"Avevamo una maggioranza straordinaria - ha affermato il Truce Olana al termine della seduta -, un governo compatto e una squadra di giovani ministri motivati da grande idealismo". Ora, gli restano solo servi e mercenari. E l'impero scricchiola sempre più (nella foto, il nuovo sottosegretario alla Protezione Civile, Dart Bertolaser).

giovedì 22 luglio 2010

Sgagnega 'l Co - Somiglioni


"Noooooooooooooooooooo!
Perchè devo somigliare
proprio a lui ?!?
Perchè io? Perchè?!!!"

"CAN-CORSO" A PREMI - Perchè si lamenta l'attore Peter Lorre (alias Hans Beckert nel film "M - Il mostro di Düsseldorf", di Fritz Lang), ritratto nella foto sopra poco prima di cacarsi nelle brache?

A chi diavolo somiglia? Da quale recondito mistero trae linfa la mostruosa angoscia che attanaglia i reni di quest'uomo (nella foto a lato, prima di scoprire l'identità del suo sosia)? Perchè tanta disperazione? Chi mai sarà il gemello di M?

Siccome fra 5 mesi è Natale, ci sentiamo particolarmente buoni, così ai primi 3 cani in grado di indovinare il nome del sosia del povero Lorre, il Canile intero (nella persona sconsiderata di Jebediah Wilson) offrirà una birra e una salamina in occasione della prossima Festa di MdC che si terrà il 12 settembre 2010 in un luogo ben preciso della Provincia di Brescia. Partecipate... bastardi!
(* Grazie a Giorgio Z. per la buffa segnalazione).

giovedì 15 luglio 2010

Sgagnega 'l Co - Non c'è...


Lavoro, serenità, futuro, speranza. Libertà di espressione, capacità di reagire, attenzione verso le piccole cose, voglia di proseguire nonostante tutto. Unità. Fratellanza. Ritegno. Vergogna. Verità. Trasparenza. Voglia di ammettere d'essere un nano incapace. Nemmeno l'idea di dimettersi. Sincerità tra i cortigiani. Spirito di vero servizio. Tolleranza. Giustizia. Parità di trattamento. Capacità di mettersi in discussione. Silenzio. Entusiasmo. Stimolo. Defecatio. Euchessina. Soddisfazione... E poesia, musica ovunque, aria nuova, una compagnia di circensi gitani per strada tutti i giorni, un distributore di soluzioni, l'intenzione profonda di ogni singolo individuo di mollare i teatrini della finzione, esigenza di parlare chiaro, voglia di mollare i tatticismi, scoperchiare il pentolone, aprire le finestre, voltare pagina, fare luce sui misteri e strapparsela di dosso 'sta fottuta MafiaP3 di merda (a prescindere da arresti e dimissioni eccellenti). Problema nel dire "tutto" e ribadire il suo "esatto contrario". Cambiamento.

E se non c'è... non c'è...
(non ce lo possiamo mica inventare...)

giovedì 24 giugno 2010

Sgagnega 'l Co - La linea della Trota


Per ora si tratta solo di abbigliamento
Ma è l'espressione vispa il marchio di fabbrica

Assemblato da Augusto Pizzo Pesce

C'è un bel pezzo di Massimo Tedeschi apparso sul Bresciaoggi di oggi che tratta della nuova strategia per sdoganare "IL TROTA" ed evitare che venga costantemente deriso dai bambini cattivi per il soprannome paterno. Male lingue di ogni ordine e grado lo tempestano di farabuttaggini e lui cosa ha pensato di fare? Magliette (nella foto sfoggia la nuova "griffa").

ALTRIMENTI DETTO "Türta" - "Renzo Bossi, il consigliere più giovane della storia regionale lombarda, il giovanotto dal percorso scolastico accidentato che un diktat paterno e il voto di 12.893 bresciani hanno spedito al Pirellone, lascia di slancio la schiera dei boccaloni, sempliciotti e dabbene (in bresciano altrimenti detti «türta») ed entra nel novero dei geni della comunicazione". [...] -

«Il Trota» è andato oltre. Ha accettato l’idea di un’agenzia di comunicazione bellunese, la Warm Ideas, ha promosso lo schizzo di un creativo, Aldo Pellencin, e ha dato il via alla fabbricazione di migliaia di magliette con il disegnino di una simpatica trota verde dal ciuffetto nero, versione padan-bossiana del purpureo Nemo di casa Disney. Le magliette, con la scritta «Il trota», al prezzo di 10 euro l’una sono andate a ruba domenica sul pratone di Pontida e una di esse - ultimo colpo di teatro - ha fatto capolino sotto la camicia verde dello stesso Renzo Bossi, presenza fissa accanto all’Umberto.

Il bello è che il Trota - ormai chiamarlo così equivale a un gesto d’affetto, a un ammiccamento complice - ha deciso di devolvere il ricavato della vendita al reparto di onco-ematologia del Civile (dove aspettiamo di vedere assegni e consuntivi). Volgendo il rimbrotto paterno in autoironia Bossi junior, novello Bertoldino, ha fatto un bel marameo ai tanti Cacasenno pronti a crocifiggerlo con il sopracciglio inarcato. Ha rovesciato lo sberleffo in risata, lo scappellotto in gioco. I semiologi sono serviti. Così pure noi che avevamo abboccato all’idea che il Trota, con quell’epiteto cucito addosso, fosse fritto".

Come scrive Tedeschi, "aspettiamo di vedere assegni e consuntivi", ma facciamo per una volta i complimenti alla Trota, con tutta probabilità si tratta della cosa più intelligente che ha fatto da quando è entrato in politica. Restano i dubbi sul marchio di fabbrica.

giovedì 17 giugno 2010

Sgagnega 'l Co - Ritorno al canile


Cani amici ben trovati/ noi ci siam spaparanzati/ senza far gli intossicati (sto lasciando i "tabaccati", con alterni risultati). Dopo esserci shallati/ balenotteri spiaggiati/ senza assumere nitrati (?)/ ritorniamo più incazzati/ anche se "tutti sommati", /ci sentiam corroborati./ Non siam stati giù a Frascati, /ma in quei luoghi siam tornati/ dove giovani sbarbati, /fummo, (diamine...) "iniziati" /a costumi depravati./ Quanti anni son passati.../
Questa volta morosati/quindi più morigerati/ non ci siamo certo annoiati/
nuovi spunti sono nati /per miliardi di latrati. /
Quindi, amici, siam tornati... /nel paese dei malati/
dove stiamo impantanati/nei più biechi sultanati.




l'Impero sgualcisce ancora...
Sgonfio Bavaglioni?!?
Qui Vecchio Ci trulla



Comicazzi


La Spagna sta peggio di noi (nel senso che loro sono nella merda fino al collo e noi fino alle ascelle). In quel paese, giornali e tg parlano costantemente della crisi economica, della Guerra in Afghanistan, della macchia di petrolio nel Golfo del Messico, perfino degli scontri in Kirgizistan (!). Tengono comunque banco le difficoltà che le persone (una volta le chiamavamo "popolo") stanno affrontando e dovranno affrontare nel prossimo futuro. In TV, ore ed ore di diretta dal Parlamento dove si discute la criticatissima "Reforma Laboral", la riforma del mercato del lavoro che ha già portato ad uno sciopero del pubblico impiego (scioperi in pieno giugno? I sindacati spagnoli devono essere pazzi!).


Il Governo di Mr Bean Zapatero (nelle foto sopra) sta per presentare in parlamento il testo della riforma. Pensate, in Parlamento verrà addirittura discussa (incredibile!). I toni sono tutt'altro che dimessi: botta e risposta al vetriolo tra Psoe, Pp, sindacati e poi approfondimenti in Tv... Addirittura DOMANDE nei TG... DOMANDE VERE! ... e, cosa incredibile, nessun servizio su come preparare l'impepata di cozze, sulla cellulite delle veline, sui cuccioli di cani randagi triturati dalla mietitrebbia. (Almeno, non durante i Tg). Il paese è in difficoltà eppure si discute. Tutto "normale", a parte l'informazione sportiva che deve aver assunto dosi di droche davvero pesanti per aver immaginato e convinto (mediante costante bombardamento mediatico) l'opinione pubblica del prossimo, facile, trionfo delle Furie Rosse ai mondiali sudafricani. Risultato? Spagna - Svizzera 0 -1 (... buffoni!ma "tranquilli - dice Marca qui a lato - restiamo la miglior squadra del mondo" se ne siete convinti...).

Nel paese a forma di scarpa puzzolente (nella foto in versione scarpa padana), invece, tutto ruota attorno ai soliti, vecchi, problemi del caudillo con la ricrescita, Don Silvio detto "El Porqueria". El "Porque" non sa più con chi parlare al telefono (tutti i numeri che ha in agenda sono sotto intercettazione) ed ecco che - giustamente - spinge per l'approvazione del fondamentale ddl "Bavaglioni" (magistralmente illustrato dalla splendida cover del caporedattore di MdC Taddeo Brognoli di Rebongia).


Da corriere.it «Noi abbiamo preparato il provvedimento in quattro mesi. È stato undici mesi alla Camera, dodici mesi e mezzo al Senato, e ora alla Camera si parla di metterlo in calendario a settembre. Poi bisognerà vedere se il capo dello Stato lo firmerà e poi, quando uscirà, ai pm della sinistra non piacerà e si appelleranno alla Corte costituzionale che, secondo quanto mi dicono, la boccerà», ha detto il presidente del Consiglio.


«NESSUN POTERE AL PREMIER» - Berlusconi ha ribadito, come aveva già fatto che, a suo dire, il presidente del Consiglio, a differenza dei suoi colleghi europei, non ha poteri: «Quando un imprenditore come me pensa alle cose da fare, si scoraggia, perché per arrivare a un risultato concreto bisogna passare le forche caudine di tante difficoltà che a volte uno pensa "chi me lo fa fare, torno a fare quello che facevo prima o me ne vado in pensione"».


Mah... sì, caro Porqueria, chi te lo fa fare? Torna pure a fare quello che facevi prima: assumi 50 nuovi stallieri, "mandane storte" settantamila al giorno (quello forse non riesci più a farlo... almeno non senza 35 mila pasticche), costruisci novecentodieci mila imperi mediatici con leggi ad hoc, beneficia di settecentonovantaseimila corruzioni giudiziarie, vinci 120 mila miliardi di trofei con la tua squadra di calcio, costruisci unmiliardonovecentoventimilioni nuove città in lattice antisismico, salva settecentocinquantasettemilamiliardi di situazioni economiche mondiali e poi riscuoti il 354% dei consensi. Sei il migliore dei milioni di milioni di miliardi di migliori di tutto l'universo... Basta che te levi dalle palle!


2 X 60 milioni =


120 milioni di balle
mica bruscolini...