Cara è la fine...ci annusano ormai,sentono il lezzo del panico che spruzza in freddi sudori il terrore che c'è.Non glieli daremo per ungersi dei nostri mali stillanti le mani avide:che ci tocchino morti, secchi e gelidi.Oh, non piangere,urla piuttosto e lasciamo di noi un ricordo toccante.Stringiti a me,ringhiagli addosso e poi sparami mentre io sparo a te.Dieci pistole spianate e dieci sguardi ruvidi e tesi che puntano qui dentro l'auto, e la corsa finisce così. Cara è la fine...perdonami.Oh, non piangere,urla piuttosto e lasciamo di noi un ricordo toccante. Stringiti a me,ringhiagli addosso e poi sparami mentre io sparo a te. Ci vogliono vivi e colpevoli...ma che vita è una cella? Avremo di più:quella stella che un giorno mi donasti, lassù.Oh, non piangere...
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domenica 27 dicembre 2009

Gambero nero - Speciale "Coda di paglia"


Il ministro marachella Kestrazio La Muffa (nella foto mentre saluta moglie e figli prima di recarsi al lavoro) ne ha combinata un'altra delle sue. Dopo aver palesemente minacciato i giudici della Corte Europea, aver affermato che i monarchi sono una gran figata e seminato il panico ad Halloween (travestito da Himmler) nei locali dell'asilo ebraico di Roma, il gambalino ci riprova.
Da Repubblica.it: "A Livorno, alla caserma Vannucci, il ministro della Difesa ha elogiato i corpi militari speciali ricordando la Decima Mas: "Siete eredi della non dimenticata Decima Mas". Un rigurgito di nostalgia, il ricordo rivolto a Junio Valerio Borghese, alla Repubblica sociale e agli ultimi colpi di coda del fascismo? - si chiede il giornalista -. La Russa nega. Assicura di avere voluto solo riferirsi all'eroismo riconosciuto di quel corpo speciale (di assassini fascisti ndC). "Come per El Alamein...". Ma si accende la polemica.

Antonio Di Pietro gli dà del "cuore nero": "La lingua batte dove il dente duole; ci si nasce..." E La Russa - militante nero sin da ragazzino, missino che ha condiviso la svolta di Fiuggi con Gianfranco Fini e ora l'approdo nel Pdl di cui è coordinatore - per il leader di Idv ed ex pm è "un nostalgico". "È l'unico ministro della Difesa che negli ultimi trent'anni abbia ricordato la Decima Mas - si sfoga Ettore Rosato, del Pd - ed è una cosa che non fa onore neppure agli uomini del Comsubin", i militari incursori della Marina ai quali il ministro direttamente si rivolgeva. "Non era necessaria questa lode in quel contesto, in nessun contesto".

"Ah branco de rincoioniti..."
Per fortuna che c'è Alessandra

Pure l'inutile Diliberto, dalla riserva indiana in cui vive da due anni, fa sapere - a quelli a cui frega ancora - di essere indignato. Per fortuna c'è Alessandra Mussolini (a lato, in una foto d'archivio, mentre mette in mostra tutto il suo background culturale). La nipote del Duce ci ricorda che è meglio starcene quieti: "Macché nostalgie. Ormai non c'è più la coda di paglia a destra. (perchè? Prima c'era? ndC) I militanti ex An hanno fatto passi in avanti stabili (ora sanno contare anche fino a X, ndC): se c'è un riferimento è alla storia e lo si può fare. Fini ha fatto fare un percorso sostanziale (adesso il compagno F. torna buono... ndC). E se una volta, molti della destra stavano attenti anche alla battuta [...] ora ci si può permettere una considerazione come chiunque, senza sospetti di nostalgie". E noi che avevamo cominciato a pensare male...

Nel 2010 ancora la X Mas??!
Pijate 'sto Gambero Nero va...

lunedì 15 giugno 2009

Gambero Nero - Speciale Nazisti dell'Illinois

Per la tua sicurezza:
scende in campo il camerata Calzetta


di Jebediah Wilson

L'aveva detto anche il Presidente dell'inutile Provincia di Milano, Filippo Penati (centrosinistrargh!!!?): "Siamo pronti a utilizzare le possibilità offerte del decreto legge sulla sicurezza [...] la giunta provinciale approverà lo stanziamento di questa cifra (250 mila euro ndC) per l’apertura di un bando rivolto ai Comuni che vorranno utilizzare associazioni di polizia e carabinieri in congedo, così come previsto dal decreto, per progetti di sicurezza sul territorio come il presidio dei parchi e delle zone a rischio”. Se sono ex carabiniei in congedo... che problema c'è? (Eccolo). D'altra parte il nuovo pacchetto sicurezza lo permette (art3 commi 40 - 40).


"La G.N.I. (Guardia nazionale italiana, nella foto sopra uno dei volontari anal-lesbo-fetish con la tutina da passeggio) cerca veri Italiani Nazionalisti e Patrioti, gente che sappia portare degnamente e con orgoglio l'uniforme, e per tutto ciò che essa rappresenta servire la nostra terra ed il popolo Italiano, con regolare mandato e in piena legalità".
Così si legge sul sito della Gni, frangia del Pni che non significa "per noalter ignoranc" (trad: "per noi ingnoranti"), ma Partito nazionalista italiano (come se non ce ne fossero già abbastanza... di partiti... o di italiani). Qui però non si scherza: c'è un manipolo d'arditi davvero cazzuti come da tempo non se ne vedevano sul patrio suolo. Sono le nuove truppe rondaiole capitanate dal Comandante Generale Augusto Calzetta (Colonnello dell'Arma Carabinieri in ris. ... nella foto a lato), comandante generale della Gni, fondata però da un altro gran pezzo di patriota Gaetano Saya.

"Non siamo camice nere siamo... (ci pensa un po' su)... ronde". Solo Ronde. Così parla Saya, già padre della Dssa (non s traqtta di un nuovo tipo di virus suino) e, oggi, fondatore delle Gni, del Pni e del nuovo Msi-Dn (ma quanto cazzo fondi?...). Nel filmato in calce al post, Saya accusa il procuratore di Milano Armando Spataro (reo di aver aperto su di loro un fascicolo per sospetta apologia di fascismo) di complottare contro di lui. Gli dà pure del "comunista", "sovversivo" e "malato di protagonismo". Non per altro, ma metti che un domani ci si voglia candidare alla presidenza del consiglio... così il curriculum è completo.
"Non siamo fascisti, ma nazionalisti" dice Saya sfoggiando, nel video qui sotto, una divisa militare verde, l'aquila romana e - alla guisa dei leader libici - la foto, appiccicata sulla camicetta d'ordinanza, dell'eroe "nazionalista italiano": Giuseppe Garibaldi che, dopo essere stato tirato in ballo da Craxi diversi anni or sono, ha definitivamente tagliato i ponti con lo "Stivale dei Maiali" e quindi non si rivolta nemmeno più nella tomba. Saya (nella foto a lato dopo aver limonato duro con i volontari della Gni) è gasato come quando - da giovane - sognava di torturare un comunista. Inneggia a Papi Silvio, ringrazia il ministro Pompinella Maroni che ha reso possibile il sogno delle ronde. E poi rilascia un sacco di interviste a destra e manca: a Repubblica, al Corriere, a sè stesso (sul sito della Gni) e a Peace Reporter (a proposito: ecco il l'articolo davvero interessante). Dopo aver iniziato con il gioco del Piccolo Agente Segreto ed essere stato "vittima" della solita "cospirazione orchestrata dagli agenti deviati di Mancini, come il giornalista Renato Farina, l'agente ‘Betulla', che su Libero scrisse che io e la Dssa eravamo coinvolti nel rapimento di Abu Omar", il vispo baffetto decide ora di entrare nel difficile campo della sicurezza. Tutto è pronto, gli italici virgulti attendono solo che la legge entri in vigore. Pronti a ripulire le strade dalla teppaglia. Non cominciamo con la solita solfa del fascismo però...

Non è questo il caso. Vestono come i nazisti (dell'Illinois), indossano simboli esoterici delle SS (il Sole nero: c'è tutto sul sito della Gni), parlano come un cinegiornale del '35, ma per una volta vogliamo credergli: non sono fascisti, non sono criminali, sono cittadini "incensurati" che rispettano la legge ... purtroppo.

A parte tutto... vorremmo sapere: chi ha disegnato le divise da "nazisti dell'illinois" per la Gni? E' una citazione? E' una presa per culo? Nei confronti di chi? Nostri? Loro? Mah.... Comunque sia gli tocca un bel Gambero nero di diritto.

Ecco il video ...divertitevi

(nella foto sopra: due innamorati... "Truppenfhurer!!!")



Non vi sentite più sicuri ora?

domenica 29 marzo 2009

Gambero Nero

LA FABBRICA DEL CACA(CAZZ)O
Ovvero: come essere ARCIstronzi
di RSK

D:“Perché… perché non possiamo rientrare?”
R:“Perché io sono il padrone e qui decido io!”
(Segue sguardo inferocito e porta sbattuta in faccia!) Si potrebbe pensare che quanto riportato sopra si riferisca ad una situazione in cui, l'ubriacone di turno viene invitato ad allontanarsi… Ma non è così.
Dal sito del locale:
"La fabbrica del cacao nasce il 28/02/2003, come circolo ARCI (circolo culturale S.Clemente) e inaugura la sede di via Trieste 23/A Brescia nell'aprile del 2004 . Da settembre 2008 la Fabbrica diventa Bar, aperto a tutti, anche ai non tesserati. Il circolo però continua ad esistere, attualmente negli eventi organizzati in varie location e collaborazioni. Scopo della "FABBRICA" è di unire e dare un punto d'incontro a persone legate ai valori del rispetto, educazione, solidarietà, allegria (bella cacaata... ndC). Questi valori vengono espressi attraverso la socialità e stimolati dalle attività che già proponiamo (musica, degustazioni, esposizioni, letture etc) e che vorrete proporre. Fondamentale leggere lo statuto e l'atto costitutivo c/o la sede. Proclamiamo il nostro più totale menefreghismo verso le tendenze politiche, religiose, sessuali degli associati, nonchè verso il loro colore della pelle".
La redazione di MdC ha discusso per un paio di settimane sull’opportunità di inserire questa recensione nell'ormai temutissima lista del Gambero Nero…per vari motivi…
Primo perché non c’abbiamo quasi mai un cazzo da fare se non di star qui a parlare di queste cose. Secondo perché a voler essere pignoli i "Gamberi Neri" dovrebbero essere solo i posti dichiaratamente nostalgici e fascistoidi (un po' come il neonato [?] Pdl e quel suo impareggiabile culto per l'uomo forte ndC) e non è questo il caso della Fabbrica del Cacao. Terzo perché ci andava di capire se ne valesse veramente la pena (e questo solo il tempo lo può dire).
Ecco allora che il Gambero Nero capita a fagiolo per affrontare un altro tema ben più importante e che ci sta a cuore: quanto sta diventando irrespirabile l’aria nella nostra amata(?) città… al cazzeggio strafottente ma mai violento degli anni andati della nostra giovinezza si è passati al menefreghismo (nel migliore dei casi). Più si è e più si diventa invisibili di fronte all’odiosa arroganza bipartisan di chi, da un lato, pensa di essere il più figo del quartiere e chi, dall’altro, è convinto di essere il più fighetto del rione… insomma stronzi di qua e stronzi di là stronzi restano.
Bando alle ciance. Cari lettori di MdC, a voi il giudizio sulla spinosa vicenda.

"Eccoci dunque, io e i miei cari amici, con consorti al seguito, reduci da una tranquillissima serata del sabato sera in centro a Brescia giungere ormai a tarda ora nell’antro di Willy Wonka (qui a lato mentre saluta il suo ego in libera uscita), entriamo e interagiamo convivialmente con la “fauna” presente chiedendo che ci vengano serviti alcuni calici passatempo per quindi proseguire le nostre più disparate conversazione in un angolo qualsiasi del locale…arrivati a metà del nostro dissetante mojito io e un gruppo di fumatori incalliti amici miei, decidiamo di trasferirci all’esterno dell’antro di Willy dove ciarlando allegramente ci tratteniamo per non più di venti minuti…al nostro ritorno ecco accadere il fattaccio: Lee Scratch Perry, io (Rsk), Jebediah e un quarto amico che per semplifcare chiameremo il Male, veniamo respinti all'ingresso del locale dalla tetra figura di Willy in persona che sbotta:
“state fuori, il locale è chiuso…tsk tsk”.
Il Male con fare che conviene ad un vero gentiluomo (quale egli è), replica: “sig.Willy, forse la stanchezza o forse qualcos’altro, ma credo che lei abbia preso un abbaglio, noi si era usciti un attimo per una sigaretta ma all’interno del suo gentil locale teniamo ancora mezzo cocktail e gentili consorti al seguito”
“frega un cazzo” replica Willy (qui sotto vestito da sbirro)
“perché?”
si fa noi all’unisono tra lo sbigottito e lo sbigottito…
“Perché io sono il padrone e qui decido io!”

Aaaahhhrrrrgghhhh
Ebbene si! Lui, il caro vecchio Willy (per l'occasione privo di Umpa Lumpa ndC), padrone a casa sua! Lui il caro vecchio Willy decide per tutti…per il Male, per Jebediah, per Lee per me, per noi, per voi, per tutti…e noi con la coda tra le gambe e lo sconforto per il mezzo mojito pagato e abbandonato rimaniamo all’esterno a riflettere sulle sconfortanti evoluzioni dell’animo umano in quel di Brescia.
Così senza una spiegazione senza un perché solo per far vedere che lui decide, che lui può, che lui è il padrone…incapaci di reagire non cerchiamo nemmeno di proseguire una conversazione con Willy…perché lui non vuole comunicare, non vuole discutere vuole comandare! Che tristezza!

Conclusione: Gambero Nero a
La Fabbrica del Cacao, via Trieste 23/A, Brescia
non andateci, non beveteci, non mangiateci e soprattutto non provate a parlare con Willy
perché comunque vada...
è lui che decide!

martedì 24 febbraio 2009

Gambero nero

"Antica Lelia": riscopri i sapori di una volta,
quando i treni arrivavano in orario
Una volta, quando i treni arrivavano in orario e le parole avevano un senso: Dio, patria e famiglia (in effetti le prime due fanno proprio senso...). Una volta (sempre quella, quando i treni arrivavano in orario) in Italia c'era un bel clima. Tutti si stava bene e nessuno c'aveva da lamentarsi. Chi si permetteva di dire qualcosa lo si sbatteva in cella che l'era un rompicoglioni in meno. Una volta non c'erano mica tutti sti negri in giro, qualcuno vestito di nero lo si vedeva pure passare per le strade, ma l'era sempre una festa... se non te la facevano a te la festa...
Bastava un niente.

Dice Sgabello: "l'altra sera in un'osteria di bs di cui non rivelerò il nome il cameriere ha fatto una battuta di merda. Dice: "Cosa volete?" "Du ross, grasie..." " I du ross ie dientacc du negher, perchè du ross ie sa a sè..." (Trad: Cosa volete? Due rossi... grazie. I due rossi sono diventati neri perchè di rossi ce n'è già troppi)

Ci sono state altre volte però (quando i treni arrivavano già in ritardo da un bel pezzo) in cui i miei nonni, o le mie zie o i nonni dei miei amici (grazie Toni e Santa) e anche altre persone (come il preside delle mie scuole medie Romano Colombini) e altri ancora che magari ora non ci sono più (come Dolores o Ermes) hanno parlato e raccontato. Quelle Storie mi son bastate per capire che tra il rosso e il nero c'è ne passa di strada. E che il vino anche se è scuro è e rimane come il sangue: rosso. E il sangue è sangue.

Ecco perchè prende il via oggi una nuova rubrica, Gambero nero che si propone di segnalare tutti gli ambienti da evitare in questa città... speriamo (lo dubito) che sia la prima ed ultima puntata. Quindi...

"Se non ti piace il bollito di fascio,
un piatto cotto e stracotto
che alla fine sa solo di fogna,
muffa e cancro ai polmoni
(con tutto il fumo che fa...)"
cercati altri locali e
NON ANDARE
ALL'ANTICA LELIA
Vicolo delle Sguizzette 13 – BRESCIA - Tel. 030.3774094

PRESENTAZIONE
(*il testo proviene dal sito internet le parti in corsivo sono state aggiunte "per ischerno" dalla redazione di MdC. In grassetto gli errori di grammatica, sintassi o costruzione del periodo)

Antica Lelia è un’antica osteria bresciana nata all’inizio del ‘900 e situata nel cuore della città. Marco e Angelo sarà lieto di accoglierVi in estate nell’ampio giardino dove all’ombra del pergolato potrete degustare ricchi aperitivi, pranzare o cenare all’aperto e a lume di candela e in tutto l’arco dell’anno (?) nel salone con camino avvolti da un’atmosfera tradizionale ed accogliente. Tutti i Giovedì serate a tema . Nei mesi caldi le Vostre serate potranno prolungarsi oltre la cena ascoltando buona musica dal vivo in giardino. Il locale propone un’ampia carta dei vini (meglio se neri), cucina bresciana ma anche dell’ottima paella di pesce, crostacei alla catalana, salmone marinato ed affumicato, fiorentine, carne alla griglia e squisiti dolci fatti in casa.

Tutto a base di vero olio di ricino di Salò.
Non bevete nè mangiate
all'Antica Lelia