Cara è la fine...ci annusano ormai,sentono il lezzo del panico che spruzza in freddi sudori il terrore che c'è.Non glieli daremo per ungersi dei nostri mali stillanti le mani avide:che ci tocchino morti, secchi e gelidi.Oh, non piangere,urla piuttosto e lasciamo di noi un ricordo toccante.Stringiti a me,ringhiagli addosso e poi sparami mentre io sparo a te.Dieci pistole spianate e dieci sguardi ruvidi e tesi che puntano qui dentro l'auto, e la corsa finisce così. Cara è la fine...perdonami.Oh, non piangere,urla piuttosto e lasciamo di noi un ricordo toccante. Stringiti a me,ringhiagli addosso e poi sparami mentre io sparo a te. Ci vogliono vivi e colpevoli...ma che vita è una cella? Avremo di più:quella stella che un giorno mi donasti, lassù.Oh, non piangere...

martedì 27 dicembre 2011

Settimana della Cagnara: Racconti (- 4)


Goal!
(Addio alle armi)

di Zigo

Brescia era la sua città e pensava che lo sarebbe sempre stata. Amava sorprendersi ogni volta delle luci di Piazza Loggia quando a notte inoltrata sbucava dai portici di via Dieci Giornate per raggiungere il Carmine. E quella nebbia che molti odiavano gli sembrava un giusto compromesso tra l’anonimato e la felicità. Uno sguardo ai due stranieri con la birra in mano ed ecco la tortuosa vita di San Faustino. Il bar vicino a casa con la Gazzetta e il cappuccio come Cristo comanda. E poi il cinema Eden e quell’aria bohemien che copriva le miserie del quartiere. E di una città buia. Dove socializzare pareva un peccato originale. Una pena da scontare in cambio della ricchezza. Delle grosse macchine, dei vestiti firmati, delle gambe lunghissime e delle case a Campiglio. È una città ricca, dicono in molti. Peccato che lui non partecipasse a quel ballo, si era condannato a una stupida povertà. Nonostante tutto diceva di esser felice anche se non era vero. Nemico degli amici che contano, smargiasso e solitario. Condizione acuita dai dolori di un fisico maltrattato e mai curato, in nome di un’immortalità che esisteva solo nelle sue parole: la vera libertà è darsi delle regole per poi rispettarle, amara considerazione per chi era irrimediabilmente schiavo. Le scuole giuste con le persone sbagliate, l’università come un rebus irrisolto e quella città che lo respingeva ogni volta in cui tentava di alzare la testa.
Si era comportato male una volta ma la Leonessa ruggisce solo per i probi e non concede seconde possibilità. O con Dio o contro di noi. Consolazione finale era il baccalà fritto all’osteria il Bianchi, ultimo avamposto che regalava una città scomparsa. Poi, all’improvviso, l’afa del Polesine. I viaggi senza senso in un posto dimenticato da quel Dio che non lo voleva. E le risate, il sesso vero e qualcosa che sembrava amore pur non essendo un calesse. Una palla di pelo nera presa all’aeroporto di Linate e un trasloco organizzato in un battito di ciglia. All’improvviso si sentì leggero. Anche se irrimediabilmente incazzato per tutto il tempo che aveva perso fino a quel momento. Ma quando infilò la porta avversaria all’ultimo secondo dell’ultimo minuto di gioco, capì di essere finalmente al posto giusto nel momento giusto. Smise di guardarsi indietro pensando alle occasioni perse e cominciò a vedere il suo futuro.
Zigo

8 commenti:

LSP ha detto...

Bello!

Jebediah ha detto...

Molto, questa fine è davvero fikkkkkkkkissima

Anonimo ha detto...

facciamola sempre

Una considerazione. ha detto...

Chi si sta perdendo questa settimana della cagnara si sta perdendo parecchio, mi pare...sto leggendo qui sopra, in questi giorni, alcune delle cose migliori che siano mai state prodotte in questa città. Sto esagerando?
No so, comunque è l' idea che mi sono fatto.

D' altro canto, però, mi viene pure da chiedermi: perchè?
Perchè solo ora?
Da sempre MDC ha invitato il mondo a contribuire con poesie, racconti, articoli...ma quasi nessuno ha risposto prima d' ora.
Perchè?
Perchè se ora, spronati dalla chiusura, amici sconosciuti, o conosciuti, o misconosciuti, stanno riempiendo queste pagine così "tanta robba".
Ottimo l' articolo sul disboscamento in Maddalena, belle e divertenti le poesie, bellissimi i racconti.
Perchè tenere tutto questo sottoterra se non quando si viene messi con le spalle al muro, in nome di cosa?
Del lavoro, del cazzeggio inutile del week end?

Certo, ovvio, ognuno è libero di fare ciò che vuole a questo mondo, ma semplicemente: che peccato.

LSP

MdC ha detto...

precisazione di Lina Malaspina:

"Ieri mi sono cacciata nei rovi per cercare di fotografare quelli che ho definito bidoni tossici e/o infiammabili ma non ho potuto raggiungerli. Dovrebbero essere vuoti. Zoomando con la macchina foto ho visto che si tratta di detergente alcalino per cerchi di auto (in particolare sono riuscita a leggere "per moto e Porsche") che contiene soda caustica. C'è il bollino arancione ma il simbolo è scolorito, direi che dovrebbe trattarsi della X di tossico piuttosto che della fiamma."

inviato a murodicanigmail.com

Jebedeo ha detto...

grande Linaaaaaaa!!!
Diavoloporco!

Rigobertodetumori Benigni ha detto...

Quando non ci sara' piu' questo spazio virtuale saranno cazzi reali (delle dimensioni, regi, della realta').
Mi manchera' uno spazio in cui posso celarmi fra i compari d'opinioni e dire quello a cui non ho mai pensato abbastanza.
Ma credo che i virtuosi ideatori, promotori, produttori, prolifici compositori risrvino qualcosa per il nostro futuro fottuto (fotutturo)...mi chiedo solo una cosa...non poteva finire tutto al capodanno cinese?
Clap clap sulle vostre chiappette pelose cani amici..clapens, come dice il Ruvidoroco

La banda del Bruco ha detto...

...........argh diavolo porco cazzo!!!!!!!!!!!!! all'ultimo secondo dell'ultimo minuto fottuto Pichlmann che ti capiti un seimani a letto col tuo pechinese!!!!!!!