domenica 8 novembre 2009

Il Papa a Brescia e ci siamo bagnati tutti*

Ehi Pope...

Ma non c'avete neppure uno straccio d'aereo?


* piove

Come confermato dalle privisioni dell'Agenzia Metereologica Vaticana qui sotto:



Finisce la messa e smette di piovere. Servono altre prove? La pirotecnica funzione del mega pontefice Ratzingher Z in quel di Brescia finisce in contemporanea con la copiosa pioggia tardo autunnale di una domenica da coperta e cioccolata calda. Chiaro segno del disaccordo tra proprietà e amministratori della Mega ditta di San Pietro. Grande fermento in città per il tour della rock star vaticana. Mobilitati: TV, giornali, fotografi, penitenti, impenitenti, mariconassi, preti operai, suore laiche, suore laide, vescovi lesbiche, arcipreti dalla dubbia sessualità (sospesi tutti i trans-porti), maniaci fetish, i compagni "di merengue" di Compagnia delle Opere, quei quattro nostalgici sbadati dell'Ops Dei e gli amici del bar Margherita. Questi e tanti altri ancora ieri hanno presenziato all'happening mondano in piazza Paolo VI (leggi: paolovi).

Il Papa giunge accompagnato dal "fido Gianni Lecca", prossimo Presidente della Repubblica (a proposito: "quanto è bravo Gianni Letta, ma come è simpatico Gianni Letta, ma come è rattrappito in faccia, sembra foderato di carta da parati del secolo scorso). L'aereo che atterra alla base militare di Ghedi alle 9.30 - come da foto sopra - è targato Repubblica Italiana. Ma è possibile che Air Vaticana abbia almeno un hub negli aereoporti del nord? Con tutti i soldi che si trova a manipolare, la Vaticano Spa non trova due lire per comprarsi un aviogetto personale? O rientra anche questa clausola all'interno del del concordato? Come sempre il sant'uomo ha regalato momenti di intensa speranza. Tra le personalità più colpite dallo spirito santo, l'assessore ai servizi sociali del Comune di Brescia Giorgio Maione, ripreso e intervistato dalle televisioni locali col cappellino da boia scout e un tono aspirato da giovane entusiasta (stile: "Dodo" dell'Albero Azzurro) da far quasi tenerezza.
Al termine dell'impegnativa funzione religiosa il vetusto oligarca si è ritirato per un riposino nelle umili e umide cellette del centro pastorale Paolo VI (nella foto a lato). (Leggi il listino prezzi e pensa a padre Zanotelli, don Ciotti o Madre Teresa di Calcutta).
Pomeriggio

Intorno alle 16.30 Il simpatico religioso ha poi visitato i "lochi natalui" del Sant'uovo bresciano Giovan Battista Montini (nella foto), ex responsabile dei servizi segreti vaticani divenuto anche papa col nome di Paolo VI (leggi: paolovi), per celebrarne la figura.
E che figura...

Buona domenica a tutti.

sabato 7 novembre 2009

Niente panico Niente panico Niente panico Niente panico Niente panico Niente panico Niente panico

Ok... Panico!

Da Bresciaoggi apprendiamo (con futile apprensione): «È deceduto un cittadino indiano di 35 anni che abita nel Bresciano, gli accertamenti hanno stabilito che era affetto dall'influenza A e che non aveva patologie preesistenti. Questo vuol dire che si tratta della prima vittima lombarda del virus».

Non si fa attendere la replica con moccio al naso del vicesindaco e assessore alla sicurezza Fabio Rolfi: "Ma quale vittima lumbarda, l'ira 'n giargianes" (traduzione politicamente corretta: "non diciamo corbellerie, non si tratta di un lombardo, bensì di un cittadino extracomunitario" ndC)...

Padania in subbuglio:
H1N1 nominato nuovo segretario
provinciale della Lega Nord

Nel frattempo secondo fonti vicine al manicomio cittadino, il Virus H1 N1 sarebbe stato avvistato nei pressi di via Meio Voltolina, sede della segreteria provinciale della Lega Nord bresciana, in compagnia di alcuni dirigenti locali. Dopo averli riuniti attorno ad un tavolo e averli stracciati miseramente a Trivial Pursuit (versione "Baby", da 0-4 anni), il temibile microrganismo ha preteso e ottenuto la nomina a segretario provinciale.

Stefano Borghesi (nella foto a lato, detto "Lo Smilso", segretario in carica), sulle prime ha avanzato qualche dubbio riguardo all'insolita modalità di candidatura pretendendo giustizia secondo gli antichi costumi celtico-bretoni-bagossi e mettendo alla prova l'avversario "Virus" a colpi di Ciancol, Mura, Cicoti infuocati e tuffo carpiato-carpione in polenta bollente. Gara a senso unico. Borghesi ha perso nettamente il confronto e si è arreso, accettando la superiorità dell'avversario che, nonostante le origini messicane, ha dimostrato di conoscere profondamente le antiche tradizioni padane.
H1N1 (della famiglia delle Orthomyxoviridae) è stato prontamente nominato nuovo segretario provinciale della Lega Nord di Brescia. "In pochi mesi è riuscito dove noi avevamo sempre fallito: ridurre il numero di immigrati sul territorio bresciano. E' una grande conquista per il partito che ora può contare su una guida esperta e preparata". Questo il laconico commento di Borghesi prima di ritirarsi - in lacrime - dalla vita pubblica.
Dopo aver arringato a caso per intere mezz'ore, il nuovo segretario (nel pessimo fotomontaggio a lato, con la divisa d'ordinanza) è stato portato in trionfo da una mandria festante di militanti per le vie della città. Dieci minuti dopo, tutti i partecipanti sono stati ricoverati presso la clinica ospedaliera "Dutùr Bechèr" di Pisogne (Bs). I referti medici, redatti in ideogrammi camuni, parlano di febbre, patologie respiratorie (tosse, mal di gola, raffreddore), mialgia, artralgia, letargia e mancanza di appetito, nausea, vomito e diarrea. Se il buongiorno si vede dal mattino... allora:

Buongiorno

venerdì 6 novembre 2009

Sgagnega 'l Co - Profumo di Passera

Il banco vince sempre
Nella foto, il binomio bancario da scompenso cardiaco.
(soprattutto per Sbiroloni)

giovedì 5 novembre 2009

Stronzologia applicata, fine delle trans-missioni



Siamo in trans. Ohhmm ... Ohmmm ... a Matrix c'è il trans, a Exit c'è il trans, ad Annozero c'è il trans, da Chiambretti c'è Giò Staiano, involontario insozzatore di Dittatori, che interpreta il ruolo (non calzante) del vetusto trans. Ebbene dopo tutta 'sta pastella trans agonistica, c'è una sola conclusione a cui siamo giunti: pare che in giro ci siano diversi trans. La maggior parte di questi trans si prostituisce. Il che farebbe sentire un po' meno solo Maurizio Belpietro (nella foto mentre cerca di abbeverarsi con l'acqua piovana). Che terribile esempio di solitudine psicologica e umana. Una vita defraudata, come se gli avessero succhiato via l'orgoglio dal cervello. Tutti quei Natali, passati in silenzio, in una casa vuota, a rimirare l'estratto conto. Il maggiordomo "Mediasquirting" non se ne perde una di transessualata televisiva. Partecipa, nel ruolo del censore smargiaasso, ad ogni tra(n)smissione... al pari di tutti quei trans. Verrebbe da dire: Dove c'è Belpietro c'è trans. Ma sarebbe offensivo, lui sulla strada non c'è mai stato.




E tu, Maurizio, come li guadagni i soldi?

C'è grande confusione. La gente non sa più che lavoro fare la settimana prossima, ma la televisione continua ad essere piena di trans. Non sembra nemmeno più possibile stabilire con certezza da che parte possa giungere la prossima vaccata... piovono a raffica e non c'è riparo.

Nel novero dei mattacchioni ci finisce pure stavolta il ministro della difesa Kestrazio La Russa (nella foto mentre cerca di ricordare la combinazione della ventiquattrore... è 1234... ndC). Al Tg3 il protogerarca festaiolo confessa di "apprezzare i re e i monarchi (tanto per capirci, si parlava delle considerazioni del compagno F. in merito all'ego di Strizzo Eiaculoni, ndC)... "a volte hanno agito bene... a volte male" ha detto Kestrazio. Non fa una piega per un ministro della Repubblica. Evidentemente la crisi riesuma "regali" nostalgie di tempi passati. Di questo passo, entro marzo dovremmo essere pronti per una robusta dose di cesaroPAPIsmo, giusto in tempo per il la tradizionale calata dei Vandali di inizio estate.

Eh già, nel frattempo c'è pure da tenere d'occhio le mattane delle mandrie di cisalpini e celti padani (a lato, in una foto di gruppo) che lassù ...quassù... (vacca troia) si sbrodolano continuamente la camicia: Castelli mugungna come un procione davanti al bidone dello sporco, Calderon De Calderoli sembra avere seri problemi con l'ascia bipenne, Maroni vuole più soldi per la Polizia, Bossi non è d'accordo e risponde: tre rivoli di bava, due candele dal naso, sette rantoli, 35 dervisci e quattro rutti col risucchio, che nel linguaggio celtico dei sordomuti, significa: :-(

... Fe de ra li smo...

La Lega pretende due regioni, esattamente come La Russa (e non si sono nemmeno messi d'accordo). Ci trastullano smerdandosi a vicenda. Sembrano la brutta copia del PD.

Come se non bastasse proseguono a raffica le preoccupanti mattane del capocomico Giumbolo Sbiroloni che dopo aver abusato sessualmente di un bidone di Citrosodina ha preso a vaneggiare a piè sospinto su future investiture direttamente dalle mani del prossimo papa ("Hic non est dignus" avrebbe eslcamato al culmine della quotidiana estasi orgiastica serale).

A sproposito...


L'imperatore cala sulla città

C'è grande attesa negli ambienti pedopornografici della Brescia bene per la visita dell'illuminato pontefice Nazingher Z (nella foto sopra, mentre cerca di scappucciarvi la spada laser... spada... a guardarlo bene, da qui sembra al massimo un Opinel n°4... però laser...). Il Sacro Tour di Maledetto XVI paralizzerà la nostra città per una buona parte della giornata di domenica 8 novembre. Da buoni bresciani, vorremmo esprimere grande disagio e imbarazzo per un evento che rischia di turbare la nostra quieta monotonia da orsi musoni.

Agenda fittissma per il mega pontefix (nella foto mentre prova a trasformarsi in Super Sayan di III livello). Penendetten Decimen Sexten incontrerà tutti, benedirà tutti, monderà i peccati di tutti tranne quelli dei lettori di MdC a cui verrà raddoppiata la dose quotidiana di supplizi per i primi 20 anni di Inferi (Girone degli Stupefatti). Il tutto, solo per garantire la piena assoluzione ai veniali peccatucci del vicesindaco e assessore alla sicurezza del Comune di Brescia Fabio Rolfi, sorpreso - qualche anno fa - a pasticciarsi in pubblico.

Gli rimanesse del tempo - a sto Benedetto Santo Padre - si potrebbe anche aiutarlo a portar via qualche crocifisso dagli edifici pubblici. In realtà pare che, attorno all'annosa questione posta dalla Corte Europea, si sia già trovato un compromesso: i crocifissi rimarranno dove sono, saranno le scuole ad essere spostate altrove.

(*trad: "La visita papale mi indispone alquanto" - da google traduttore)

lunedì 2 novembre 2009

Kruccherie - La rivoluzione? Dopo la pausa caffè...

I peggiori amici dell'uomo
(ieri, in Provincia di Brescia, sono andati bruciati altri 270 posti di lavoro
Il totale: 32 milioni di ore di Cassa integrazione da gennaio 2009)

"Cachemire" Cremaschi (della segreteria nazionale della Fiom - Cgil, nella foto sopra mentre posa per Christian Dior) è stato in visita al presidio dei lavoratori della Rothe Erde - Metallurgica Rossi di Visano (218 dipendenti) specializzata nella produzione di cuscinetti volventi per conto del gruppo Thyssen Krucchi.

I lavoratori sono stanchi. Stanno per affrontare la terza settimana di presidio permanente (24h al giorno, divisi in turni). Si protesta contro la decisione della dirigenza di licenziare 55 persone... (48 finora le lettere staccate), 44 + 2 (pensionandi)+ 2 ("che comunque si dicevano disponibili"), secondo la confusa ricostruzione dell'azienda. Quello che è chiaro è che non manca la gente che dà i numeri.
Per cominciare, vorremmo soffermarci con canina rassegnazione (nella foto) per un solo piccolo attimo sull'apparizione illuminante del rivoluzionario da salotto. Giorgio Cremaschi giunge, bel bello, in tarda mattinata, portandosi via la pioggia (è già qualcosa). Il grande pensatore scende dall'auto, chiacchera con i dirigenti della Camera del Lavoro, poi si siede al tavolo del presidio con le maestranze. Nel giro di 10 minuti, si pappa un piatto di pasta, un panino, una fetta di panettone, un bicchiere di vino (la morte sua), rilascia un paio di dichiarazioni al giornalista di turno e si rivolge ai dipendenti (che - ripetiamo - da quasi 20 giorni se ne stanno al freddo): "Le fabbriche che hanno presidiato non hanno mai perso" dice, poi risale in auto e scompare... Quale prova di incredibile carisma ... Tutti rimangono affascinati da quella sua visione moderna e innovativa del mondo. Un mondo fatto di ammortizzatori sociali in cuoio e di lotta di classe (però "di classe", mica le solite cafonate...). "La Thyssen Krupp deve piantarla con questo atteggiamernto coloniale nei confronti dell'Italia" dice.

Bravo! Grazie.

Ma cosa si può fare per questo stabilimento? "Ritirare i licenziamenti" gli suggerisce un altro genio del movimento sindacale nostrano.

Bravo! Grazie.

Ma l'azienda se ne frega. E va avanti da sola.

Occhio alle cifre...

Dalla Germania, per far fronte alla crisi, hanno ordinato "di riportare il numero degli addetti ai livelli precedenti all'ultima fase di sviluppo: 170 - dicono i dirigenti -. Il tutto, entro la fine del 2009". Gli investimenti per lo sviluppo degli ultimi 3 anni (14 milioni di euro) sono serviti? Pare di no, il fatturato scende - complice la crisi - a - 75%.

C'è la crisi... e sai come vanno le cose... Quest'anno i signori Thyssen-Krucchi del Consiglio di Amministrazione dovevano tutti riverniciare la cucina del secondo castello (quello di Neuschwanstein, nella foto a lato)... ma lo sapete quanto chiede un imbianchino tedesco al giorno d'oggi per soli sei mila metri quadri di cucina?

Non solo. In occasione dell'ultimo CdA, c'era pure quel mattacchione di Herman Putzenshkraupfen che - per Natale - voleva intestare al figlioletto tredicenne la terza Porche (ecco le prime due direttamente dalla collezione personale di Silvio Beicondoni). Durante l'assemblea, ad un certo punto, Putzenshkraupfen non ha retto e si è messo a piangere come un bambino e a sbattere freneticamente i pugni sul tavolo: sembrava pazzo. Tanto che nessuno ce l'ha fatta più a sopportarlo e alla fine tutti hanno approvato il piano di ridimensionamento della fabbrica di Visano (questa è la versione ufficiosa, raccontata da due ubriachi al Katzabubbolenbar di Duisburg).

Nel frattempo, nel mondo reale...

Quando l'economia tira, "non potendo regalare - dicono i dirigenti - fette di mercato alla concorrenza," si assume personale. "Quando, arriva la crisi e crolla il fatturato a - 75% rispetto all'anno precedente", le risorse umane diventano esuberi. Poco importano invece le scelte manageriali di chi aveva deciso di investire e ha ciccato brutalmente l'obiettivo. Dicono bene al presidio: "I manager dovrebbero essere i primi a pagare". E invece, nulla di fatto, si torna al Via. (... Senza passare dal carcere ... :) :) :) - battuta da sistema Monopolystico: cappelli, macchinine, dadi colorati, scarponi e bottiglie di vino).

Ora l'azienda ha aperto le trattative direttamente con i singoli dipendenti e pare che un sindacato (quale? Non si sa, visto che ognuno fa per conto suo) "abbia preso parte ad alcune di queste trattative". Ne hanno già convinti 14. (L'azienda non conferma e non smetisce le accuse del sindacato secondo cui in certi casi non sarebbe stato liquidato il pagamento dell'indennità di mancato preavviso che spetterebbe al lavoratore per legge). "Tutti gli accordi - assicura un dirigente - sono stati firmati regolarmente e volontariamente dal lavoratore".
I dirigenti considerano illegale il presidio "perchè - dicono - non è appoggiato dalla maggioranza dei lavoratori" (c'è solo la Fiom). E' davvero dura starsene lì fuori al freddo senza avere la certezza di nulla. La fabbrica - sembra quasi certo - non chiuderà. Anzi, dice la dirigenza "questo piano porterà ad un nuovo sviluppo dell'azienda". Visti i precedenti (e come siamo messi ora), come ragionamento non fa una grinza.

Nel corso dell'ultimo incontro con Fim e Uilm (quando, poche settimane fa, saltò il tavolo sindacale), l'azienda aveva rifiutato l'offerta di 30 dipendenti da subito pronti alla mobilità volontaria e al prepensionamento. Perchè non ha accettato? "Non si è arrivati ad un accordo perchè i sindacati non rappresentavano il mandato unanime dell'assemblea dei lavoratori". La Fiom si era chiamata fuori e Fim e Uilm non rappresentano la maggioranza degli addetti.

Per ricapitolare: da un lato, il presidio non va bene perchè c'è solo la Fiom (che è brutta, sporca e cattiva e non rappresenta tutti i dipendenti), dall'altro, al tavolo non mi ci siedo perchè Fim e Uilm non contano quasi un cazzo (e, va da sè, non rappresentano tutti i dipendenti). Risultato: Che mi frega? Io aspetto che passino 'sti due mesi e faccio quello che voglio. Vi sembra che l'azienda tragga vantaggi dalla divisione del fronte sindacale?
The Dark Side

CRITERI DEI LICENZIAMENTI - "Se il sindacato è convinto che l'azienda si sia mossa al di fuori della legge faccia ricorso" dicono i capoccia. I criteri dei licenziamenti - secondo i dirigenti - ripsettano i ternmini di legge. Si è tenuto conto dell'anzianità di servizio, di eventuali figli a carico e di indicatori numerici forniti dal computer in base alle informazioni raccolte sui singoli lavoratori. Sta di fatto che tra i licenziati c'è finito - per esempio - un 48enne con "30 di servizio a cui mancano ancora 7 anni prima della pensione e con una figlia a carico"... Domanda: Non sarebbe il caso di rivederli 'sti accordi?
Risposta: "Dire che non abbiamo rispettato i parametri di legge è una forzatura. Se qualcuno ritiene che i criteri siano sbagliati può fare ricorso (potrà sicuramente permettersi un buon avvocato ndC) e se vince potrà riottenere indietro il proprio posto di lavoro. Dal nostro punto di vista abbiamo fatto le cose in regola". Se la mettiamo su questo piano...

sabato 31 ottobre 2009

Accordo all'Ab Plast di Montichiari

I lavoratori della Ab Plast di Montichiari rientreranno al lavoro lunedì mattina. Giunge ieri in tarda serata l’accordo tra azienda e sindacato (Filcem- Cgil di Brescia) sulla ripresa della produzione fino al 31 dicembre 2010. La notizia della firma arriva al termine di 15 giorni di sciopero a oltranza e presidio permanente davanti ai cancelli dell’impianto da parte dei 150 lavoratori dipendenti della multinazionale Hager (wires accessories ed impianti elettrici).

I termini dell’accordo prevedono il mantenimento sia del settore produzione che di quello ricerca e sviluppo all’interno del sito monteclarense fino alla fine del prossimo anno. La notizia è stata accolta con grande gioia dai lavoratori: «La garanzia di un altro anno di lavoro - affermano alcuni -, in un momento di crisi come questo è una liberazione, una vera e propria manna dal cielo».


Nel frattempo però si dovrà affrontare il nodo della ristrutturazione interna. Per questo motivo è stato istituìto un tavolo permanente che resterà aperto fino al prossimo 5 dicembre per definire tempi, termini e modalità della ristrutturazione. Non è escluso per il momento il ricorso ad ammortizzatori sociali.

mercoledì 28 ottobre 2009

Econo...che? C'è altro a cui pensare


Nella mente del Sultano...

Le fabbriche chiudono e la gente resta a spasso. Seguiremo fino alla fine la vicenda delle due aziende di cui abbiamo parlato negli ultimi giorni. Domani su MdC dovremmo avere qualche aggiornamento.

Oggi stacchiamo. La domanda del giorno è la seguente: mentre la Crisi si divora tutto, che fine ha fatto il principale impotente dello schieramento a noi avverso? Che passerà (o - meglio - che passera) nel monotematico cervello? (nella foto in alto, una proiezione olografica dei pensieri dell'Onnimpotente).

Come da sottotitolo, proviamo dunque a calarci per qualche secondo nel magico mondo incantato del Sultano ridanciano più amato dalle sbarbine deficienti: Silvio Scarlattina III, gran maestro di burle e scaccolaggini psichedeliche. Sembra di vivere in un gigantesco flipper. Le immagini si muovono velocemente, compulsivamente: orge... orgasmi... Tarantini (o Tarantino... non ricordo)... Putin fetish con il mitra circondato da schiave lascive e consenzienti (una sembra Alfonso Signorini, ma poco importa)... para bailar la Bamba... giudici comunisti... Tu me fais tourner la tête... figa e ancora figa... poi ancora giudici comunisti... riposino... una spruzzata di giudici comunisti... e infine pompino della buona notte. Che pacchia... Poi, come un liceale sbronzo, guaisce: "C'ho la scarlattina, oggi non posso venire a lavorare". Cosa ne penserà la piccola Brunetta di Montalcino?

Ricordiamoci: quello che ci passa di fronte è reale solo se lo vogliamo. Siamo alla ricerca dell'unico neurone nel deserto delle tartare. Ci troviamo nel nulla assoluto, sotto vuoto spinto. Attraverso gli occhi del Sultano, tutto sembra assumere la forma di Aida Yespica.

Dopo la bella scrofanata con l'amico Vladimiro, pappone extra lusso e gran organizzatore di smaialaggini, il microscopico magnate è tornato a casa bel bello come una specie di don Abbondio in versione hardcore. L'aereo è atterrato, volo... tutto bene, mangiato a sazietà, un po' di turbolenza e poi: condanna in secondo grado per David Mills (nella foto mentre pensa: "Stupid Mr B... fucking italian pizza mandolino ... god damned... What I have done..." ).

Nonostante l'improvviso attacco di scol-rattina, Sbirulino riesce ad intervenire in televisione per la razione mensile di scempiaggini vecchie di 15 anni (Reserva 1996: "Giudici Comunisti"). Piccolo appello a chi gli scrive i testi: sappiamo che i guai son sempre quelli e che c'è poco da fare, ma non sarebbe ora di rinnovare un po' il repertorio?

Di seguito, qualche pillole di invereconda infelicità:

Nell'editoriale sul Fatto Quotidiano di ieri dall'illuminante titolo di "Basso Impuro" (28/10/2009), Marco Travaglio mette tutti in guardia in merito all'ultima temibile "arma segreta" che Paciugoni potrebbe utilizzare per evitare gli ultimi processi "invocando "la seminfermità mentale".

"Dagospia" riporta invece stralci di simpaticissimo gossip direttamente dalla steppa dietro l'angolo: "Gli addetti ai livori - afferma Dago -sussurrano in Transatlantico che il motivo del ritardo di quasi 12 ore nella partenza di Papi Silvio da San Pietroburgo, venerdì scorso, si chiami Oksana. Sarà vero? Ah, saperlo..."

Altro giro, altro regalo... Digitando la parola "trans" sul sito de "Il Giornale" nell'apposito spazio dedicato alla ricerca di articoli, in 0,24 secondi compare questa scritta: "Risultati 1 - 10 su circa 2.160 da www.ilgiornale.it per "trans" con Safesearch attivo".

La parola "trans" compare 2160 volte. In una delle 4 pagine dedicate al "caso Marrazzo" (un uomo devastato, in tutti i sensi) Stefano Lorenzetti, fine esteta e maestro di buon gusto, dà ufficilamente il via all'operazione "Sdoganal IV"... che, in estrema sintesi, attraverso la lente della raffinatezza, si prefigge di esaltare la frenetica vita sessuale del Glande Corruttore mettendola al confronto con quella cupa, sporca e misera del dimissionario presidente di regione da qualche giorno ritirato in convento.

Il succo? Eccone un assaggio: "nel caso Marrazzo siamo al trionfo dello sconcio, a un qualcosa che, avvenendo sui colli fatali, assomiglia maledettamente alla decadenza, alla corruzione e all’immoralità che decretarono il crollo dell’Impero romano d’Occidente. I tempi presenti volgono inesorabili verso il brutto in tutte le sue forme, c’è poco da fare. È un declino inarrestabile fatto di brutte case, brutti monumenti, brutte chiese, brutta arte, brutta musica, brutti film, brutti programmi tv, brutta gente, brutte carriere, brutti amori".

Brutto mondo, brutti giornalisti, brutti capi di governo, brutto tutto... compresi i contoterzisti dalla morale bacchettona...

Io invece me la vedo così

di Lady Badanna Kepansa
(nella foto a lato)
opinionista di punta di MdC

Per sdrammatizzare, cercherò di utilizzare un linguaggio gioviale. Marrazzo m'attizza. Se poi lui s'incazza, per il suo intrallazzo, non lo tratto con disprezzo, se mi (s)piego, non mi spezzo, ma a fatica mi raddrizzo. L'asprezza di tutto 'sto andazzo, mi strizza e sbumbazza come testa di razzo. Comprendiamo l'imbarazzo, di polemiche il codazzo, ha creato del sollazzo pure io - come vedi - me la sghignazzo ... Ma non credo sia un pupazzo, tu, simpatico ragazzo, presidente turborazzo, aspettavi nello spiazzo e pensavi al tuo gavazzo: "tutto il giorno mi strapazzo, c'ho diritto al mio sollazzo" non pensavi (ancora) "mo m'ammazzo". Chi lo vede dal terrazzo filma tutto lo schiamazzo poi, da bravo paparazzo si presenta nel Palazzo, riferisce l'intrallazzo, ti ricatta col pornazzo (e tu denuncialo no?) ...testa di cazzo. Forse avvezzo a quell'attrezzo, applicasti un sovrapprezzo. Ora, oggetto di disprezzo, pensi "non mi raccapezzo" mentre monta già l'olezzo dell'italico malvezzo di mirare la pagliuzza trita di pettegolezzo. Tutti esclaman con sollazzo: "Al governator Marrazzo - bontà sua - glie piace er ..."

martedì 27 ottobre 2009

Muro contro muro. Chi cede per primo?

Dirigenti strafottenti
e ricatti da due soldi

In periodi di merda come quello che stiamo attraversando, si fa davvero presto a ricattare le persone. "O mangi la minestra (di merda) o salti dalla finestra (nella merda)". La responsabilità civile del fare impresa, (la boiata dell'etica del management) non esiste e forse non è mai esistita.

I dirigenti a cui ieri era stata data la possibilità di varcare i cancelli del'impianto oggi si rifiutano di presentarsi "fino a quando non cesserà il clima di illegalità - dicono - del presidio"... Illegale non pare il termine corretto.

Quarantotto croci di legno (nella foto sopra) campeggiano davanti ai cancelli a ricordare i licenziamenti "mirati" in una fabbrica in cui molti problemi personali si legano a doppio filo con i problemi generali: occupazione, crisi, famiglia, mutuo, figli da crescere e altre "stupidaggini" del genere.

Per la Rothe Erde di Visano, come per altre decine di aziende in questa dannata provincia di Brescia, sono ore davvero difficili. Si parla di una fabbrica dove i "single" che si aspettavano la lettera di licenziamento sono rimasti sorpresi e amareggiati nell'accorgersi che colleghi più anziani (ma non troppo), sposati e con figli, a 6-7 anni dalla pensione, erano stati inseriti nella lista (di proscrizione) della mobilità.

Quali criteri sono stati adottati nella scelta dei soggetti da licenziare? I sindacati hanno annunciato di volerli impugnare. Nei prossimi giorni ve lo faremo sapere. Sarebbe interessante esaminarli e magari scoprire che alcuni interrogativi possono trovare risposta. Dalla dirigenza provengono solo minacce più o meno velate. "Guardate che se andate avanti così i tedeschi hanno già fatto sapere che possono tranquillamente produrre cuscinetti volventi in Germania". Come dire: "Comportatevi bene e lasciateci fare come vogliamo altrimenti chiudiamo baracca e burattini". Bel ricatto del cazzo.

Nel frattempo:

[dal Bresciaoggi di oggi] - Si profilano le prime divisioni tra i lavoratori della Rothe Erde - metallurgica Rossi di Visano. Mentre prosegue il presidio con sciopero ad oltranza contro la decisione dell’azienda di licenziare una cinquantina di addetti, comincia a vacillare il sostegno di parte dei dipendenti. Ieri è giunto in redazione un comunicato dei «dipendenti non aderenti allo sciopero» che sostengono di rappresentare il 40 per cento degli addetti. Da un lato sottolineano la loro «totale solidarietà - si legge nel testo - ai lavoratori oggetto delle lettere di mobilità», ma dall’altro chiedono «alle organizzazioni sindacali e alle Rsu, il diritto di aderire allo sciopero o di dissociarsi liberamente e, eventualmente di poter entrare a lavorare». Non si fa attendere la replica del sindacato. Secondo Francesco Mazzacani (Fiom - Cgil) «tutti hanno avuto modo di esprimere la propria opinione durante le assemblee di fabbrica. La maggioranza dei lavoratori ha scelto - dice - per lo sciopero ad oltranza. Ragion per cui si dovrà rientrare in fabbrica solo dopo l’annullamento delle lettere di licenziamento». Leggeremente diversa la posizione della Fim-Cisl: «per quanto ci riguarda - afferma il delegato di zona Flavio Baldassare - lo sciopero continua, ma deve essere garantita, ai lavoratori che non lo condividono, la libertà di entrare».

La situazione si complica dunque in vista del prossimo consiglio di fabbrica (la data precisa verrà stabilita nei prossimi giorni) in cui dovrebbe essere fatto il punto della situazione e richiesta ai dipendenti della Rothe Erde le linea da seguire nel prossimo futuro.

Per ora pare tutto fermo: muro contro muro. Da una parte, la dirigenza che si dice convinta di poter resistere a lungo, anche qualche mese, al presidio e non sembra intenzionata a riprendere le trattative, dall’altra i lavoratori e i sindacati che non possono accettare le lettere di mobilità decise «unilateralmente dall’azienda» e pretendono (per chiarire il tono: PRETENDONO perchè ne hanno diritto) il ricorso agli ammortizzatori sociali.

Impotenza dell'ideologia

di Rufus Bloody Cherry

Il momento non è dei migliori. Stamattina i rappresentanti delle Rsu hanno comunicato il proprio disaccordo con quanto sopra riportato, ribadendo quanto espresso dalla Fiom e sostenendo di aver lasciato - a chi lo desiderasse - la possibilità di entrare a lavorare. Nessuno si è comunque presentato al lavoro.

Si vive giorno per giorno. Fino a quando resisterà il presidio? A quando il tempo della trattativa? Quando le parti ricominceranno a discutere? L'inverno è alle porte ed è difficile pensare di riuscire a resistere fuori dai cancelli per più di due mesi (i dirigenti hanno affermato di poterlo tranquillamente fare). Non serve un accordo?

Una multinazionale come la Thyssen se ne frega dello stabilimento di Visano. Ne può aprire uno quando e dove vuole. Non aiuta - è opinione dello scrivente - l'atteggiamento ostinatamente ideologico e quindi assolutamente poco pratico dei sindacati (uno a caso? La solita Fiom) che sembrano quasi più interessati a cavalcare la protesta (aumentiamo le tessere?) che a trovare una reale soluzione per garantire la perdita del minor numero di posti di lavoro. Perchè questo - sia chiaro - è inevitabile. Qualcuno resterà a casa (sicuramente non tra i dirigenti digerenti, tutti a casa sì, ma temporaneamente, belli come il sole, al caldo ad aspettare). Qualcuno resterà a casa. Si tratta solo di capire chi può permetterselo.