Cara è la fine...ci annusano ormai,sentono il lezzo del panico che spruzza in freddi sudori il terrore che c'è.Non glieli daremo per ungersi dei nostri mali stillanti le mani avide:che ci tocchino morti, secchi e gelidi.Oh, non piangere,urla piuttosto e lasciamo di noi un ricordo toccante.Stringiti a me,ringhiagli addosso e poi sparami mentre io sparo a te.Dieci pistole spianate e dieci sguardi ruvidi e tesi che puntano qui dentro l'auto, e la corsa finisce così. Cara è la fine...perdonami.Oh, non piangere,urla piuttosto e lasciamo di noi un ricordo toccante. Stringiti a me,ringhiagli addosso e poi sparami mentre io sparo a te. Ci vogliono vivi e colpevoli...ma che vita è una cella? Avremo di più:quella stella che un giorno mi donasti, lassù.Oh, non piangere...

sabato 21 marzo 2009

Arriva l'Orco

Si piglia tutto,
fa quel che vuole
e nessuno può fermarlo

Mentre l'Italia viene travolta da una Francia champagnina in scampagnata... Il maestro Peter Gomez - dalle pagine di voglioscendere.it - tratteggia un tragico spaccato del sistema italiano dell'informazione. E così esso è veramente.


"Brutti, conformisti, omertosi e per molti versi inutili. Non è un bel periodo quello che stanno vivendo i giornali italiani. [...] Le aziende editoriali per salvarsi sperano di ottenere degli aiuti dal Governo. A Palazzo Chigi si studiano diverse soluzioni: dalla cassa integrazione, fino agli scivoli per i prepensionamenti pagati non dagli editori, ma dagli enti previdenziali. Non è ancora chiaro che cosa verrà deciso. È chiaro invece che cosa accade nell'informazione: si viaggia sotto traccia, si sta tranquilli, si cerca di non irritare troppo il manovratore.
Un esempio? Marco Lillo da le colonne de "L'espresso" racconta, dati segreti alla mano, come solo Publitalia riesca a non risentire della crisi della pubblicità. Gli investitori infatti, per tenersi buono Berlusconi, tendono a dirottare sulle sue reti le loro campagne. È una notizia, non vi pare?
E lo dovrebbe essere anche per i grandi giornali che la pubblicità non riescono più a trovarla. E invece Lillo scrive e tutti gli altri tacciono. O al massimo registrano e non commentano. Pensano, così, di potersi salvare, poverini. Contano su un occhio di riguardo. E sempre più soli, con sempre meno lettori, corrono veloci e a schiena curva, verso la fine che si meritano. La chiusura."
Di quale orco stiamo parlando allora?

10 commenti:

ecco, appunto ha detto...

Invito tutti a leggere questo articolo apparso stamani sulle pagine del quotidiano spagnolo...

EL PAIS - Spagna

La crisi minaccia la libertà di stampa in Italia

La manovre del governo per mettere uomini di fiducia a capo di prestigiosi giornali

MIGUEL MORA - Roma - 21/03/2009
Il cataclisma finanziario, il calo della pubblicità, la necessità di adattarsi all’universo digitale e il licenziamento dei giornalisti sono questioni che occupano i giornali di tutto il mondo. Molti esperti, e molti lettori hanno timore che questo processo incida sulla qualità della stampa. In Italia, forse il paese europeo,con la Russia, dove il controllo politico dei media è meno discutibile, la preoccupazione è duplice. Al duopolio televisivo, o piuttosto al monopolio puro e semplice, formato dalla RAI e Mediaset, potrebbe presto unirsi a una sorta di rivoluzione della stampa.
Alla base di questo movimento tellurico in arrivo risuona il solito nome: Silvio Berlusconi, magnate dei media e primo ministro, il cui nuovo obiettivo sono 2 prestigiosi quotidiani di Milano, il Corriere della Sera, il più grande quotidiano italiano, Il Sole 24 Ore e, il più grande quotidiano economico del paese.
"Questa volta, Berlusconi non farà prigionieri, vuole controllare tutto e lo farà", dice Giancarlo Santalmassi giornalista della RAI dal 1962 al 1999 e direttore di Radio24 fino al giorno in cui non venne cancellato, nell'autunno scorso, dopo essere stato dichiarato nemico ufficiale da parte del Governo del Cavaliere nel 2006. Enzo Marzo, un giornalista veterano del Corriere, concorda "pienamente" con Santalmassi; il giovedì nel corso di un dibattito sulla libertà di stampa tenutasi presso la sede della Commissione europea a Roma, ha detto che la battaglia per la leadership del giornale è già iniziata.
Il nucleo dirigente del gruppo RCS, editore di Unedisa in Spagna, e proprietario del Corriere, spiega Marzo, ha ritirato la sua fiducia al direttore del quotidiano, Paolo Mieli, e pensa a due sostituti. Il primo è Carlo Rossella, sponsorizzato da Berlusconi, e il secondo, Roberto Napoletano, direttore de Il Messaggero, che ricorda Marzo, “è divenuto famoso nell’ ultima notte elettorale , perché venne intercettato da una videocamera, con un telefono cellulare mentre stava concordando con Casini (leader della Democristiana UDC e cognato del direttore del quotidiano) il titolo che avrebbe dovuto dare il giorno seguente al suo quotidiano".
Rossella presidente di Medusa, il casa cinematografica di Berlusconi, e ha ricevuto la benedizione di Il Giornale, il quotidiano della famiglia del magnate, che ha ricordato che lo stesso "ha sempre avuto grande simpatia per Rossella avendolo già messo a capo in passato di due tra le più importanti testate, Panorama Tg5.”
All'interno di RCS, Rossella gode di un altro sostegno significativo: Diego Della Valle, padrone di Tod's e proprietario della Fiorentina, e Luca Cordero di Montezemolo, padrone di Fiat e di Ferrari nonché consigliere delegato de La Stampa.
Ma la parola di Berlusconi, sarà determinante, ragiona senza un minimo accenno di pudore il giornale di suo fratello, perché, mentre la crisi risucchia i giornali, "l'intero sistema bancario dipende dal primo ministro."
Anche Napoletano si gioca le sue carte: non dispiace a Berlusconi ed è uno dei pochi a parlare per telefono con Giulio Tremonti, ministro dell'Economia e editorialista per Il Messaggero. Secondo Il Giornale, il ministro sa che il peggio della crisi economica è ancora venire "e la sua idea è quella di collocare Napoletano a Il Sole 24 ore (proprietà, Radio24, i datori di lavoro: Confindustria) e al suo attuale direttore, Ferruccio De Bortoli, il timone del Corriere.
Se non si parlasse dell’italia, tutto questo fermento risulterebbe inverosimile, degno di un incontro nel confessionale. Ma tutte le fonti concordano sul fatto che si tratta di "reali e serie manovre", il cui effetto produrrà "un terremoto".
Inoltre il malcontento del governo verso un altro grande giornale, La Stampa di Torino, di proprietà Fiat, è ovvio. Secondo l’ambiente berlusconiano, il suo direttore, Giulio Anselmi, sarà tentato con una grande poltrona: la presidenza dell’ agenzia Ansa. Se accetterà, sarà sostituito con un direttore meno ostile al governo.
Mentre prende corpo questo disegno politico, i mezzi di comunicazione italiani cercano di ripararsi dalla tempesta come possono. Il presidente di RCS, Piergaetano Marchetti, che ha visto i profitti per il gruppo nel 2008 abbassarsi a 38 milioni di euro da 220 milioni di euro nel 2007, ha confermato che stanno soffrendo "gravi e repentini tagli della pubblicità." E il suo amministratore delegato ha annunciato che l’andamento del gruppo nei primi mesi dell 'anno obbligherà a “ridurre il personale. " "Dobbiamo agire sui costi e sui modelli di business in Italia e all'estero."
Marco Benedetto, Vice Presidente del Gruppo Espresso, prevede anche un "riallineamenti e chiusure". Ironia della sorte, Benedetto non è pessimista circa il futuro del settore: "Entro dieci anni sarà splendida."

Blix ha detto...

La dittatura sempre meno dolce e sempre più salmastra (come l'odore delle banconote)piano piano si piglia tutto. Ribadisco: di che Orco stiamo parlando?

diktat ha detto...

del resto loro sono l'italia del Fare...e infatti fanno eccome se fanno! viene incredibilmente da ridere a leggere l'articolo apparso sul pais...esattamente come in un regime avvengono le cose più incredibile sotto gli occhi di tutti e tutto tace. A differenza dei regimi veri e propri qua non ci sono nemmeno i "dissidenti" che fanno un pò di opposizione...ci si può accontentare di questo PD? (per carità comunque meglio di prima)

elementare watson ha detto...

Di quale orco stiamo parlando?
beh...del re degli orchi, oserei dire il dio degli orchi...
il DIO ORCO

mbsitamente ha detto...

Falso come GIUDA! Spero di poter vivere abbastanza per vederti pendere da una forca lurido schifoso piduista!

Post di parte ha detto...

La carta stampata è in declino. Oramai non si legge più o si legge su internet senza sborsare un centesimo e con un milione di notizie in più. La crisi della stampa non è figlia della CRISI. E' figlia dei tempi che passano, di nuove tecnologie che avanzano, è figla di una nuova cultura "informatica". Negli USA è da anni che le copie vendute delle maggiori testate nazionali sono in declino. E' notizia della settimana scorsa che il NYT sta cercando di vendere il super palazzone costruito su disegno di R.Piano, un piccolo capolavoro dell'archittetura tutto open-space.

Sandra ha detto...

Ma non c' è niente da essere agitati coniglietti miei...fatevi un giretto qui dalla Sandra, vedrete che poi il mondo sarà tutto tanto bello!

Miao...

Jeb ha detto...

Beh l'unica cosa che mancava era la pornazza di turno

Lee Scratch Perry ha detto...

Peraltro avesse almeno lasciato il numero...

donna normale ha detto...

Jeb & Lee attenti alle sirene anche ulisse ci era cascato per un attimo...vi attraggono e poi vi scaricano nel frattempo il testosterone non vi fa più pensare ai veri problemi e in men che non si dica avete votato FI