Cara è la fine...ci annusano ormai,sentono il lezzo del panico che spruzza in freddi sudori il terrore che c'è.Non glieli daremo per ungersi dei nostri mali stillanti le mani avide:che ci tocchino morti, secchi e gelidi.Oh, non piangere,urla piuttosto e lasciamo di noi un ricordo toccante.Stringiti a me,ringhiagli addosso e poi sparami mentre io sparo a te.Dieci pistole spianate e dieci sguardi ruvidi e tesi che puntano qui dentro l'auto, e la corsa finisce così. Cara è la fine...perdonami.Oh, non piangere,urla piuttosto e lasciamo di noi un ricordo toccante. Stringiti a me,ringhiagli addosso e poi sparami mentre io sparo a te. Ci vogliono vivi e colpevoli...ma che vita è una cella? Avremo di più:quella stella che un giorno mi donasti, lassù.Oh, non piangere...

giovedì 12 novembre 2009

La Posta del Cane - "Dici a noi?"


Gridare cazzate alla ricerca di... ?


Cani amici bentornati all'appuntamento bisettimanale, quadrimensile, tredicennale e pentalustrico con la rubrica di risposte farlocche nota col nome di Posta del Cane. Un appuntamento che torna puntuale come il pendolino (quindi in ritardo di almeno 12 ore) per rispondere - questa volta - ad una domanda seria che piomba nel pieno delle polemiche sulla questione Rothe - Erde, l'azienda che Mdc tiene monitorata da qualche settimana.

A proposito: sull'argomento abbiamo notato diversi commenti critici, a volte duri e leggermente offensivi. Noi non ci offendiamo mai (siamo i primi a sparare a zero contro tutti, ci mancherebbe...). Solo una precisazione: a tutti i visitatori (a cui dedichiamo il filmato qui sopra)che ci invitano a non scrivere "inesattezze" chiediamo solo un favore: chiunque voglia precisare, chiarire o dipanare dubbi sulla vicenda dell'azienda di Visano può liberamente commentare o scrivere a murodicani@gmail.com. Tradotto: non diteci che scriviamo "cazzate" se poi non avete argomentazioni precise da produrre, non diteci che scriviamo "cazzate" senza avere un altro bel sacco di "cazzate" che siano almeno di pari grado alle nostre. Stop. Ciò detto passiamo alla Posta:

Nel mare di polemicucce manageriali, troviamo a guisa di boa di salvataggio, la letterina di "Anonima" che scrive: "Sono una lettrice saltuaria del vostro blog e mi voglio complimentare per gli spunti alternativi che offrite. Ma mi chiedo…perchè usare quel linguaggio così urlato? C’è già la politica italiana a dare un orribile spaccato del muro contro muro, ci insegnano già magistralmente i nostri politici a denigrare verbalmente l’avversario. Perché questi toni urlati e aggressivi, perché questa rumorosità eccessiva? Non sentite un sano bisogno di abbassare i toni e ridare – come direbbe Saviano – potere alle parole?"

Prima di tutto: grazie. Secondo: cosa vuol dire "alternativi"? Esiste ancora "l'essere alternantivo"? Alternativo a cosa? Cerchiamo di dare spazio alle tematiche che più ci appassionano. Non c'è alcun criterio. Non siamo un giornale (anche se spesso millantiamo...), la nostra linea è navigare - gratis - a vista. Tutto quello che trovi su MdC viene in buona parte pubblicato dai quotidiani. Su queste pagine, il materiale viene semplicemente dotato di flatulenze mentali, giusto per confezionare un prodotto accattivante e attirare l'attenzione generale, consci del fatto che urlare nella confusione, produce solo l'innalzamento del casino stesso.

"Io vivo libero, mi diverto, e perciò posso chiamarmi felice" scriveva Pietro Aretino (nella foto sopra, durante il Carnevale, travestito da Friedrich Engels). Noi cani non saremo proprio del tutto felici, ma proviamo a divertirci sbracando con dovizia. Questo è il succo. Le cose di cui parliamo sono reali. A margine, cerchiamo - metaforicamente - di sputare, sputtanare, vomitare, pisciare, emettere peti contro i nostri miseri obiettivi: in primis il vicesindaco e assessore alla sicurezza del Comune di Brescia "Pistolinus Minumus" Fabio Rolfi (detto anche "Sgrufolo"). Il tutto con la speranza che il lettore riesca a distinguere ciò che è mera boutade da ciò che è reale.

Passiamo per barbari? Forse lo siamo davvero. In questo caso - come fai giustamente notare - non faremmo altro che allinearci al livello del dibattito politico, culturale e alla mentalità della nazione (di merda) in cui siamo costretti (per il momento) a vivere. Verrebbe da chierdersi: c'è davvero bisogno di urlare? Di essere scurrili? Di offendere, prendere per i fondelli, spesso in maniera grassa, volgare e puzzolente? Beh, in condizioni "normali" sarebbe preferibile essere cortesi, calmi e rilassati come un ottuagenario turista inglese in vacanza sul Garda. Ma in questo malandato paese, in questo malandato momento, come possiamo abbassare i toni?

Non siamo Roberto Saviano (forse, oggi, nessuno vorrebbe vestire i panni di Roberto Saviano). Non abbiamo il dono, non abbiamo il coraggio e men che meno le capacità del giornalista e scrittore campano. Siamo miseri guitti di provincia, scribacchini da due soldi stanchi della "leccaculaggine diffusa". Cerchiamo di provocare, di irritare... ecco... diciamo pure che andiamo cercando insistentemente l'irritazione altrui.

Manchiamo di rispetto? Forse sì. Ma chi o cosa dovremmo rispettare? La parola "rispetto" sembra provenire direttamente dal Bigino del buon mafioso (Schiavone/Bidognetti, edizioni Casalesi), così come il termine "favore" e "amicizia" (sul cui reale significato cominciamo a nutrire seri dubbi).

Tutto pare sfocato, non chiaro, ovattato, nascosto. A volte basta poco. E' sufficiente sentirsi dire: "questo è meglio se non lo scrivi"... frase da due soldi che - ogni giorno - molti giornalisti si sentono ripetere da superiori, politici, sindacalisti, dirigenti di ogni ordine e grado. Perchè - ci chiediamo - di certe cose "è meglio non parlare?" (anche se spesso si tratta di immani vaccate).

Ma cos'altro resta da nascondere in questo paese?


Forse bisognerebbe smettere di contorcersi le budella, mettersi l'anima in pace, cercare di farsene una ragione e prenderla come viene. Sono i consigli per una buona vita alla fine dell'anno 2009 in Berlusconistan. Una nazione sospesa, grottesca e insensata. Il Sultano, Eiaculatio Pompettis III, è riuscito a contagiare tutti noi. Nel paese degli scandali, nulla ci scandalizza più. Nessuno si scandalizza per la crisi, per la gente che perde il lavoro - o finisce in Cassa quando va bene - e questi sono solo gli aspetti più allucinanti di un sistema pieno di falle.

Così non ci scandalizziamo più di tanto quando scopriamo che il candidato del P2l alla Regione Campania il sottosegretario Nicola Cosentino, (nella foto, l'alternativa di destra al "corrotto" Bassolino), è cresciuto politicamente all'ombra dei Casalesi (clan Schiavone e Bidognetti). Un uomo che, nonostante la richiesta d'arresto (ARRESTO!!!), resta al governo e i colleghi Pduellisti fanno a gara a chi gli manda il più accorato messaggio di solidarietà.

Ma non provate disgusto?

Brufoloni ci ha trasmesso (come un herpes) il suo modo di essere e il suo modo di affrontare i problemi. Mentre tutto crolla, veniamo imbottiti di sedativi al sapore di tetta-coscia-culo, Emilii Fidi, Bruni Fetish, Min Zo Lin, Tg Pravda, e Beipietri. Viviamo assopiti mentre la realtà viene manipolata costantemente. Mentre l'Italia crolla tutti discutono di aspetti secondari (crocifissi nelle scuole, ponte sullo stretto, riduzione dei termini della prescrizione). Tutti sono depositari della (loro) verità. Tutti hanno ragione. Ci sono 10, 100, 1000 versioni diverse della stessa vicenda. Si chiama par condicio... anche se preferiremmo chiamarla "par col picio".

Noi di certezze e verità non ne abbiamo. E allora ci sfoghiamo ritornando alle origini.

Ben prima di Aretino, Cecco Angiolieri scriveva: S'i fosse fuoco, arderei 'l mondo;/ s'i fosse vento, lo tempestarei; /s'i fosse acqua, i' l'annegherei; /s'i fosse Dio, mandereil' en profondo; /s'i fosse papa, allor serei giocondo, ché tutti cristiani imbrigarei; /s'i fosse 'mperator, ben lo farei; /a tutti tagliarei lo capo a tondo. /S'i fosse morte, andarei a mi' padre; /s'i fosse vita, non starei con lui; /similemente faria da mi' madre. /Si fosse Cecco com'i' sono e fui, /torrei le donne giovani e leggiadre: /le zoppe e vecchie lasserei altrui.

Il "rispetto" (quello vero, quello che non si pretende) è dovuto solamente a chi riconosce la realtà, cioè: così non è possibile andare avanti; a chi accetta il fatto che questo mondo vada "tempestato" e cambiato in qualche modo (o che almeno si cominci da qualche parte).

La scusa del "tanto non cambia nulla" non regge più visto che ci ha condotti per mano fino qui. Per chi si è rassegnato (penso a vecchie e nuove generazioni di "sinistrorsi" assopiti e nascosti dietro al comodo "io ho già dato"), per chi si ostina a non capire, per chi prosegue scientemente e/o ideologicamente sulla stessa misera e opportunistica strada maestra, riserviamo solo carrettate di insulti, quintalate di merda, e miliardi di male parole. E vaffanculo. (Quanno ce vò ce vò). Viviamo in un paese di merda e - con tutto il rispetto - da questo nostro piccolo buco nella Rete, vogliamo continuare a gridarlo... finchè possiamo...

MdC

3 commenti:

Q ha detto...

bah

Krtz ha detto...

Bè, il rispetto bisogna meritarselo. Conosco personalmente tutta la redazione di MdC e so per certo che risspetterebbe qualunque cane con un po' di sale in zucca, anche se io personalmente non penso che l'Italia sia un paese di merda, è semplicemente un paese. Ciò-non-ostante i nostri toni sono giocosi, anche se parliamo di cose serie, e siamo coscenti del fatto che qualcuno, anzi molti, non sono d'accordo (così non fosse il Berlusconi sarebbe il primo a farsi processare, anche se lui probabilmente la pensa diversamente. Non potrebbe essere altrimenti). Il punto è cosa facciamo noi? Propongo di mettere che no di noi si vesta da Babbo Natale fingendo di riposarsi davanti al caffè della stampa dopo un lungo viaggio per portare i regali a bambini, a mangiarsi un panino. Sicuramente, maiale com'è, farebbe un casino col suo kebab spargendo pezzi di vitello e verdura dappertutto, in modo da farsi multare. Il tutto ripreso e commentato da sonori "oh oh oh". Inoltre propongo di fare un videogiornale di pochi minuti col sonoro a voce del Maestro che istruisce i suoi cani (tema del giorno variabile, ma immancabilmente cagacazzo) e immagini pescate da youtube a condire. Prpongo di istituire la famosa rubrica MurodiFighe, per combattere l'atrofia dilagante nei gusti e nei sapori di noi padani. E ancora, propongo di andare per la nostra strada, sappiamo di essere buoni bravie generosi, e che ce lo metteranno al culo. Tantovale dasi da fare.

anonimo ha detto...

e mentre a Visano succede quello che succede...e non dimentichiamoci che ci sono migliaia di Visano in questo momento, il parlamento pensa a tutt'altro.
I lavoratori sono soli!
Il lavoro è il motore dell'Italia è scritto anche nel primo articolo della Costituzione insomma perchè non la semttono i nostri politici di occuparsi d'altro?