Cara è la fine...ci annusano ormai,sentono il lezzo del panico che spruzza in freddi sudori il terrore che c'è.Non glieli daremo per ungersi dei nostri mali stillanti le mani avide:che ci tocchino morti, secchi e gelidi.Oh, non piangere,urla piuttosto e lasciamo di noi un ricordo toccante.Stringiti a me,ringhiagli addosso e poi sparami mentre io sparo a te.Dieci pistole spianate e dieci sguardi ruvidi e tesi che puntano qui dentro l'auto, e la corsa finisce così. Cara è la fine...perdonami.Oh, non piangere,urla piuttosto e lasciamo di noi un ricordo toccante. Stringiti a me,ringhiagli addosso e poi sparami mentre io sparo a te. Ci vogliono vivi e colpevoli...ma che vita è una cella? Avremo di più:quella stella che un giorno mi donasti, lassù.Oh, non piangere...

martedì 17 febbraio 2009

Dai e dai che poi ci lasci la zampa

"A fare lo stronzo c'è sempre da perderci..."
Avrà pensato così Roberto Manenti, ex sindaco di Rovato e fondatore del movimento Rinascita Sociale (un nome che è tutto un programma, anche perchè, in effetti, il nome è il programma). Avrà pensato a quanto è da stronzi andare in giro a fare il bullo fascista, a cercare i clandestini, a faer vedere chi ce l'ha davvero duro? Avrà pensato che forse era meglio evitare le ronde, le ordinanze pern tenere lonmtani i mussulmani dalla chiesa, le perquisizioni di casolari durante la notte, insieme a veri uomini padani come lui. Anche se poi, nei successivi gradi di giudizio, dovesse essere considerato innocente, avrà pur pensato a qualcosa dopo aver sentito pronunciare in suo sfavore la sentenza di condanna in primo grado a 6 anni e 8 mesi di reclusione per violenza sessuale di gruppo?
Probabilmente NO. Che sia colpevole o innocente, uno stronzo rimane sempre uno stronzo
Dal bresciaoggi 5 febbraio 2009

Lo riconobbe dalle fotografie: quelle pubblicate sui giornali in occasione della campagna elettorale per l’elezione del sindaco di Rovato. Vide il volto di Roberto MANENTI (candidato della Lega Nord che poi venne eletto) e riconobbe in lui l’uomo che per tre volte l’aveva obbligata a subire rapporti sessuali. Nonostante lei in lacrime lo supplicasse di non farlo. Aveva 19 anni e all’epoca era stata costretta a prostituirsi. E il suo sfruttatore, il romeno Mihaita Curecheriu, stando a quanto poi appurarono le indagini, conosceva l’ex sindaco di Rovato. Quella ragazzina si trasformò in una sorta di «regalo» offerta al politico con il quale Curecheriu desiderava mantenere buoni rapporti. Da qui l’accusa di violenza sessuale di gruppo contestata a entrambi: perchè, stando al racconto della vittima, lo sfruttatore la teneva ferma mentre MANENTI ne abusava.Una denuncia ritenuta credibile, che ieri davanti al tribunale di Verona, per l’ex amministratore - uscito da tempo dalla Lega - si è trasformata in una condanna in primo grado a 6 anni e 8 mesi di reclusione (il pm Paolo Sachar ne aveva chiesti 8) a cui si aggiunge l’interdizione dai pubblici uffici e l’obbligo a risarcire la parte civile. Diecimila euro la provvisionale disposta dal gup Monica Sarti che sempre ieri ha rinviato a giudizio Curecheriu: il processo a suo carico (ma l’uomo risulta irreperibile) sarà celebrato in aprile.Una vicenda quella che ha coinvolto MANENTI, che rappresenta un segmento di un’inchiesta a carico di un gruppo di rumeni che avevano privato la giovane della possibilità di opporsi a un destino deciso da altri: prostituirsi. Botte e violenze che durarono mesi, poi lei riuscì a fuggire e a denunciarli. Il processo a carico del gruppo di sfruttatori si basò sulla deposizione della ragazza, l’allora presidente del collegio Mario Sannite la controinterrogò a lungo per verificarne la credibilità e al termine del dibattimento la condanna arrivò per tutti. Nel 2000, diversi mesi dopo la prima denuncia, la ragazza vide le foto e riconobbe in MANENTI l’uomo «importante» al quale dovette sottostare in tre occasioni. E denunciò anche lui. Il difensore dell’ex sindaco, Filippo Cocchetti, aveva obiettato che la denuncia era tardiva. Ma la contestazione, ovvero la violenza sessuale di gruppo, dilatava i termini per la procedibilità. Ieri la condanna.

E lui cosa dice?

«Mi sento vittima di un complotto politico o peggio ancora di un errore giudiziario simile a quello di Enzo Tortora». Il giorno dopo la condanna di primo grado a 6 anni e 8 mesi di reclusione con l’accusa infamante di stupro di gruppo, l’ex sindaco di Rovato ROBERTO MANENTI passa al contrattacco.

Secondo i giudici di Verona avrebbe abusato ripetutamente di una prostituta romena che nel '99, epoca a cui risalgono i fatti, aveva 19 anni. Liberata dalle forze dell'ordine, la ragazza fece i nomi dei suoi sfruttatori, che furono arrestati e raccontò di presunte violenze di gruppo subite a ripetizione.

«Non conosco quella ragazza - ripete con forza MANENTI -, la mia faccia, ai tempi, era su tutti i giornali ma anche sui muri perché ero candidato alle europee. È una condanna che si spiega solo come una vendetta politica maturata anche sotto la spinta mediatica dei fatti degli ultimi giorni in materia di violenze sessuali. A mio carico non c'è uno straccio né di prova né di indizio, se non la denuncia della vittima che risale a dieci anni fa».

L'ex sindaco aveva anticipato a modo suo la stagione delle ordinanze «creative», proibendo ai musulmani di avvicinarsi alle chiese, fissando multe alle prostitute o intitolando una piazza ai caduti della Rsi. «Qualcuno ha voluto vendicarsi - sottolinea MANENTI -, sbattendomi in prima pagina come un mostro. Ho l’inquietante sensazione - continua MANENTI che ieri ha incassato la solidarietà di numerosi esponenti politici - che sia un avvertimento a tutti i sindaci che pestano i piedi alla criminalità. Qualche potere colluso con la delinquenza organizzata vuol fare capire che si può tenere chiunque sotto scacco: lei è una prostituta clandestina, protetta perchè aveva denunciato i suoi aguzzini e per questo sapeva che non avrebbe mai dovuto prendersi la responsabilità delle sue affermazioni. Ma non mi arrendo: mi batterò a testa alta: non sono colpevole».

Per l’avvocato dell’ex sindaco Filippo Cocchetti «la sentenza è un pericoloso precedente che stabilisce come chiunque possa essere processato e condannato sulla semplice base di una denuncia di una persona in nessun supportata nè da altri testimoni né da dati obiettivi». In effetti l’unico indizio che avrebbe potuto coinvolgere MANENTI nella vicenda, era il ritrovamento di un appunto sul taccuino dello sfruttatore della romena in cui era annotato un numero di telefono con la dicitura ROBERTO sindaco Rovato. «Le indagini - sottolinea Cocchetti -, hanno stabilito che quel numero di telefono non era collegato nè a MANENTI, nè a persone del suo entourage. La scelta del rito abbreviato è stata decisa esclusivamente per l’inconsistenza degli atti di indagini a supporto dell’accusa. Abbiamo saputo delle denuncia del 2000 solo quando nel 2006 ne era stata richiesta l’archiviazione».

Alla fine forse ti assolveranno,

ma resti lo stesso uno stronzo

8 commenti:

X CONTO TERZI ha detto...

CARA PDC
Chi ha corrotto David Mills?
Mi scrive un collega inglese, e non capisco se fa l’ingenuo o semplicemente fa il normale perché lassù, al di là della Manica (ma anche solo al di là delle Alpi), due più due fa quattro e basta e non ci sono ma e però. Bene, mi chiede: “Così David Mills è colpevole. La questione è: chi l’ha corrotto?”. Deve scrivere per il suo giornale e vorrebbe capire.
Mi accorgo mentre gli rispondo che quello che scrivo gli risulterà incomprensibile: spiego che una legge chiamata lodo Alfano, dal nome del ministro della giustizia del governo Berlusconi, ha stabilito che il primo ministro (dunque Berlusconi) non può essere processato e dunque chi per logica ha corrotto l’avvocato inglese Mills, cioè Berlusconi, non si può dire che è colpevole di quella corruzione perché, grazie alla legge del suo stesso governo, non è stato processato. Aggiungo che in Italia ci sono tre gradi di giudizio e che questo è solo il primo grado, ne mancano altri due per concludere che Mills è colpevole.
Mi aspetto il suo prossimo messaggio: what a mess! (che casino!). E mi accorgo che la sua domanda è rimasta senza una risposta: se David Mills è colpevole, chi l’ha corrotto?

www.repubblica.it

ladri di notizie ha detto...

Tempismo perfetto quello di Vater si dimette giusto il giorno della condanna di MILLS l'avvocato corrotto da chi?...così tutta l'attenzione si sposta sul ex segretario che sopre di essere inutile (sua mamma da piccolo non aveva mai avuto il coraggio di dirglielo)...in più il pd è senza testa, maeglio ancora così nessuno cercherà l'affondo rispetto alla vera notizia del giorno una volta di più nascosta tra le righe dei giornali italiani, tutti...sempre più illeggibili...a parte Muro di Cani ovviamente!!!

Rovato patria ha detto...

Peccato sia finita così avevano pure fatto la Costituzione...
I NOSTRI IDEALI



La nazione italiana è unica e indivisibile.
Tale unione deve essere mantenuta e valorizzata dalle singole realtà locali.


Il fondamento primario dello Stato è il lavoro sia esso manuale, tecnico, intellettuale;
il Governo in ogni sua manifestazione deve tutelare tale diritto e dovere.


L'Italia è uno Stato laico e riconosce nella Cristianità la propria base culturale e sociale, facendone di essa necessità di Stato.


Il singolo individuo deve essere al centro di ogni tematica: sanitaria, culturale, ambientale, sociale.
Minore è il ceto sociale, maggiore sarà, verso di esso, l'attenzione dello Stato.


Tutti coloro che non appartengono alla Nazione Italiana sono da ritenersi ospiti, e come tali con diritti e doveri diversi dai cittadini Italiani.
Il riconoscimento alla cittadinanza è ereditario, per gli stranieri tale diritto viene acquisito dalla loro terza generazione se residenti in via continuativa sul territorio Nazionale.


Ogni cittadino deve concorrere allo sviluppo della crescita economica Nazionale, con pari diritti e doveri, in base alle proprie capacità e possibilità.


Quello della casa non deve essere soltanto un diritto di proprietà, ma un diritto alla proprietà e un dovere alla sua legittima difesa.


La proprietà, frutto del lavoro e del risparmio individuale, è garantita dallo Stato. Essa però non deve diventare disintegratice della personalità fisica e morale di altri individui, attraverso lo sfruttamento del lavoro.


Nell'economia Nazionale, tutto ciò che, per dimensioni o funzioni, esce dall'interesse singolo per entrare nell'interesse collettivo, appartiene alla sfera d'azione che è propria dello Stato.


Lo Stato assicura ad ogni cittadino italiano, lavoratore, contribuente, il diritto di controllo e di responsabilità critica sugli atti della Pubblica Amministrazione.

faustino ha detto...

scusate, è stato condannato e adesso dov'è?

Carne da canone ha detto...

CNN-ALARABIA-BBC-CANALDOS-FRANCETV
sono solo alcune delle televisioni presenti ieri a Milano alla lettura della sentenza di condanna per il corrotto senza corruttore...mancava solo una televisione di stato: la RAI radio televisione italiana, perche?

mzavarone ha detto...

Sapete quale è la parte più ironica?
La Presidenza del Consiglio si è costituita parte civile al processo.
Ora Mills sarebbe (aspettiamo se ricorrerà in appello e quindi i successivi gradi di giudizio) costretto a risarcire 250mila euro.
Capito?

Berlusconi corrompe Mills.
Berlusconi si rende immune col lodo Alfano.
Berlusconi si costituisce parte civile al processo.
Berlusconi incassa i soldi perla colpevolezza di Mills.

Berlusconi ha vinto signori. Chi ha perso è la democrazia.

saluti
mzavarone

W FN W FI! ha detto...

DUX EST LUX MEERDEEEEE! LA PAGHERETE CARA! MERDEEEEEE!

V ha detto...

per W FN W FI: ti sto venendo a prendere vigliacco!